Finanza
SEQUESTRATI I ROTTAMI
Bruciati dopo lo schianto
S.C.
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I resti dellaereo 2 MINUTI DI LETTURA
CASCINA. Chi si intende di aviazione e ha la passione per il volo sa perfettamente che non sempre le testimonianze di chi vede cadere aerei, piccoli o grandi che siano, coincide poi con l'effettiva ricostruzione e con le cause delle tragedie. Per questo i carabinieri procedono con la massima cautela - ieri c'è stato un primo confronto in procura a Pisa - e aspettano di leggere le perizie dei consulenti prima di avventurarsi in ipotesi. Quasi sicuramente l'aereo visto cadere in verticale nella campagna di Latignano era partito dall'aviosuperficie di Grecciano, nella campagna tra Cascina e Collesalvetti, a due passi da uno degli ingressi dell'interferometro Virgo che serve a studiare le onde gravitazionali nell'universo, aveva fatto meno di mezz'ora di volo quando è caduto. Si pensa addirittura che avesse volato per quindici minuti. Vicino agli hangar - usati come garage per gli ultraleggeri - i due amici avevano parcheggiato le loro auto. Si erano, infatti, dati appuntamento a Grecciano per fare un giro sulla zona, approfittando della bella giornata di sole. Pochi minuti e la tragedia. I carabinieri del nucleo investigativo di Pisa, dopo un lungo sopralluogo dell'altra sera con l'intervento anche del medico legale, ieri mattina sono tornati nel campo di via Pesciule a Latignano dove il piccolo aereo costruito artigianalmente è caduto. In picchiata, schiantandosi contro un fosso che divide un campo coltivato a girasoli. È stata controllata un'area di circa due-tre chilometri dal punto dell'impatto. Decine e decine le fotografie scattate ai cadaveri carbonizzati. L'impressione è che i due amici, entrambi esperti di volo, abbiano tentato il possibile per evitare lo schianto e che si fossero preparati - lo suggerirebbe la loro posizione - ad attutire il colpo con le gambe. Ma l'aereo dopo l'impatto al suolo si è incendiato e loro non hanno avuto scampo. L'area dell'incidente è stata perlustrata metro per metro. Ogni rottame recuperato insieme alla carcassa dell'aereo che si trova sotto sequestro. Trattandosi di un piccolo velivolo, fatto "in casa", per uso sportivo, il pilota non aveva alcun obbligo di comunicare un piano di volo. Questo spiega per quale ragione alla torre di controllo dell'aeroporto di Pisa non è arrivata alcuna segnalazione dell'aereo in avaria. L'aereo precipitato volava da gennaio. Il punto dell'inchiesta è quello di capire, una volta conosciute le caratteristiche tecniche, quale problema tecnico possa avere causato la caduta del mezzo.
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