La manifestazione
«Avevamo volato insieme»
Andreas Quirici
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Un particolare dellaereo caduto a Latignano Parla Roberto Barsacchi, amico delle vittime e responsabile dell'aviosuperficie di Grecciano
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CASCINA. «Di fronte a tragedie come queste sono i rottami a parlare». Roberto Barsacchi dell'aviosuperficie di Grecciano è sconvolto. Ha trascorso la mattina dai carabinieri. Tante domande sulle caratteristiche dell'aereo caduto, sui due uomini morti carbonizzati. «Roberto Ragaglia si era progettato e costruito quell'ultraleggero con tanto amore e immensa passione, un po' come fosse il sogno della sua vita che cullava fin da quando era giovane - racconta Barsacchi -. Era da noi dall'inizio dell'anno ed era un grande conoscitore dell'aria, con tantissime ore di volo. Usciva spesso con quel suo ultraleggero, anche se essendo un auto-costruito non saprei dire quali caratteristiche specifiche aveva. Lo conoscevo, ma ero molto amico di Bruno Aramini con il quale avevo volato anche il giorno prima della tragedia. Erano entrambi molto esperti ed è per questo che escludo un errore di pilotaggio del velivolo. La cosa che mi manda più in bestia è proprio quella di non sapere cosa sia successo, anche se l'avvitamento è una manovra che il pilota compie volutamente ed è praticamente impossibile che si verifichi per lo spegnimento del motore». Barsacchi, come altri appassionati di volo, non ha chiuso occhio l'altra notte. «Il nostro è come un garage - aggiunge - vengono tanti appassionati di ultraleggeri. In fondo è una passione, uno sport come altri. Ci sono persone che vanno in barca a vela e altre che amano volare».
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