Sicurezza
131 anni di merende: "ir Giannini" fa festa è Cavaliere del Lavoro
Andrea Lanini
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PALAIA. «Eh, ora è cavaliere...», sorride Libera, la moglie, mentre scivola svelta dal bancone al magazzino. «Però è senza cavallo!». Capirai, qui nei dintorni, tra Palaia e Forcoli, l'hanno saputo subito tutti: "Ir Giannini l'hanno fatto Cavaliere del Lavoro". Quelli che entrano in bottega si congratulano, accennano scherzosi inchini, fanno il gesto di sollevare immaginari cappelli. Lui, Aldo, fresco fresco di investitura, accenna parsimoniose, condiscendenti occhiate di approvazione. Facendo scorrere tra i tavoli i suoi 88 anni portati a meraviglia, prende a indicare le pareti del negozio-monumento: superfici cariche di suggestioni e memorie, eloquenti come antiche locandine teatrali. «Di riconoscimenti, in 131 anni di lavoro, ne sono arrivati tanti», dice, e punta il dito su una pergamena: al centro c'è la medaglia d'oro che la Camera di Commercio dette a sua madre, Algerinda Lapi, nel 1974. "Dar Giannini". Un'istituzione, più che un bar-ristoro. Tutta la pregnanza cosmica della merenda casereccia mangiata all'aria aperta, tutta l'imponderabile carica poetica della fetta di prosciutto tagliata a mano, con gesto lento, antico, eseguito con grazia da orchestrali, si trovano qui, "Dar Giannini", a Villa Saletta, dove si beve il meglio ponce della Valdera. Da decenni, al centro di questo crogiuolo di aromi su cui Paolo Conte potrebbe scrivere qualcosa di memorabile, c'è Aldo Giannini, classe 1923, figlio di Algerinda e del carrettaio Oliviero, che era figlio di Celestina, l'iniziatrice di tutto (fu lei, nel 1880, a dar vita alla prima bottega, di cui l'attuale è la diretta, fragrante emanazione). Quando si dice "Ci si vede dar Giannini", "Si va dar Giannini", "Ci si trova dar Giannini", ci si riferisce sempre a lui, Aldo, e al suo piccolo, suggestivo emporio. «Perché in effetti la mattina siamo un alimentari», spiega Grazia, la figlia, che oggi dà una mano ai genitori, «poi, la sera, quando vengono per la merenda, tutti questi scaffali pieni di roba li nascondiamo, vede?», con la mano inizia a tirare delle graziose tende a fiori, «ecco, così, come una specie di sipario, così lo sguardo d'insieme è molto più rilassante». Se una merenda non è rilassante, che merenda è? E poi, qui, tutto parla di relax, di una lentezza d'altri tempi. Etichette, iscrizioni, foto, diplomi, documenti: il volto dell'Italia che fu, con la sua lentezza, il suo genuino buonumore. Che, del resto, si riflettono nei vezzosi motti della saggezza popolare stampigliati su decorazioni in ceramica: "Chi beve vino campa più del medico che glielo proibisce". Insomma, 131 anni di storia alle spalle - si sono messi a elencare un bel giorno Alberto Falchi, sindaco di Palaia, e Ivan Mencacci, ex sindaco di Lari - un punto di riferimento per il territorio, un patrimonio di tradizioni e saperi, un fiore all'occhiello del territorio: se non fanno Cavaliere del Lavoro uno come Aldo, allora chi? Si sono attivati, hanno personalmente compilato i moduli, e finalmente, qualche giorno fa, il 2 agosto, è arrivata la risposta affermativa: sì, accogliamo Aldo Giannini nella cerchia dei cittadini benemeriti che possono fregiarsi di tale titolo. «La lettera», racconta Grazia, «era indirizzata al Cav. Giannini Aldo: allora ho capito che era la conferma che si aspettava. Perché noi qui si sapeva da giorni, ma a babbo non avevamo detto nulla. Gli abbiamo fatto la sorpresa».
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