Il Tirreno

Pontedera

Precipita ultraleggero, due morti

Sabrina Chiellini
Precipita ultraleggero, due morti

Trovati carbonizzati, sono un ingegnere e un colonnello dell'esercito

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 CASCINA. Un volo in picchiata e lo schianto in un fosso vicino a un campo di girasoli. E l'incendio che avvolge l'ultraleggero. Così sono morti carbonizzati il pilota e l'amico che viaggiava con lui. Sono l'ingegnere areonautico Roberto Ragaglia, 59 anni, di Cascina, padre di un consigliere comunale del Pd, e Bruno Aramini, 58 anni, originario di Calci e residente a Fornacette colonnello dell'esercito in pensione, attualmente al lavoro per un'azienda privata che opera nell'anti-incendio. Due grandi appassionati di volo. Passione che è costata loro la vita. Accanto ai resti dei cadaveri, intorno alla carcassa distrutta del velivolo costruito artigianalmente nessuna traccia di "scarrocciamento". Come se il piccolo aereo fosse andato in stallo, perdendo pressione all'improvviso. Una caduta in verticale da almeno cento metri di altezza. Intorno ai rottami corre la linea elettrica ma non è stata sfiorata. Non sono i cavi ad avere fatto perdere quota all'aereo, molto più probabile un guasto, un problema tecnico.  Lo schianto, nella campagna di Latignano di Cascina, poco prima del tramonto in una giornata di sole, vicino a una casa colonica bianca dove abitano due famiglie e a una strada sterrata che taglia la campagna quasi al confine con Lavoria.  L'allarme poco dopo le 19.15. Ma quando i pompieri sono arrivati nel campo della tragedia l'aereo era completamente avvolto dalle fiamme. Di fronte, a distanza di sicurezza nel timore di scoppi, alcuni cittadini, che hanno assistito angosciati all'incidente e che poco o niente hanno potuto fare per salvare i due uomini rimasti intrappolati. Una delle vittime, quella più robusta che probabilmente stava pilotando l'aereo, era ben visibile dall'esterno.  «L'ho sentito avvicinarsi», ha spiegato Franca Ascenzi ai primi soccorritori. Lei abita con il marito Edoardo, anche lui tra i primi ad accorrere, nella casa colonica, a due passi dal luogo della tragedia. «Poi il silenzio, come se si fosse spento il motore. Dopo poco c'è stato il botto per l'impatto con il terreno e poi si è sviluppato l'incendio», ha aggiunto la donna. Un altro testimone ha raccontato di aver visto il velivolo passare un paio di volte sulla zona e volare «in maniera irregolare. Poi è tornato indietro, pareva che cercasse un posto dove atterrare. A quel punto si è spento il motore e l'aereo è precipitato in avvitamento».  C'è stato anche chi ai carabinieri ha spiegato di avere visto il velivolo senza una ruota. Testimonianze al vaglio dei carabinieri di Cascina, oltre che dei colleghi del nucleo investigativo del comando provinciale di quelli della compagnia di Pontedera. Sull'incidente è stata aperta un'inchiesta della Procura di Pisa, affidata al pm Aldo Mantovani.  La caduta in picchiata deve essere stata preceduta da un black-out nelle comunicazioni. I carabinieri hanno spiegato che nessuna richiesta di aiuto è stata registrata dalla torre di controllo dell'aeroporto di Pisa.  Questo ha reso particolarmente difficile, oltre al fatto che i due cadaveri erano devastati dal fuoco, i riconoscimenti delle vittime. Sono stati effettuati accertamenti nelle aviosuperfici che si trovano nell'arco di circa 200 chilometri per dare un nome ai cadaveri. Tra i primi ad arrivare sul posto anche il sindaco di Cascina, Alessio Antonelli, insieme all'assessore Alessandro Ribechini. Un lungo colloquio con i carabinieri - nella corte della casa colonica che per poco non è stata centrata dall'aereo - e le prime impressioni sul dramma che ha colpito Cascina.  Poco dopo il sindaco ha lasciato il luogo della tragedia con atteggiamento preoccupato. «Mi sento vicino alle famiglie», ha detto. Questione di minuti e sono arrivate le prime conferme. Grande il dolore di Lorenzo Ragaglia arrivato a pochi metri da dove il padre ha perso la vita. «Non è possibile, non è possibile», si è disperato il giovane prima di essere allontanato da quella scena straziante. Lunghi i rilievi effettuati dai carabinieri, con l'ausilio dei vigili del fuoco. Il velivolo è stato sequestro. La rimozione delle salme, rimaste incastrate e liberate dai rottami solo dopo un lungo lavoro dei pompieri, è stata completata poco prima di mezzanotte. La tragica notizia ha scosso Cascina. Grande commozione alla festa dell'Unità di Zambra dove gli esponenti del Pd hanno deciso di interrompere la festa per un giorno in segno di lutto. I due amici erano partiti da un aviosuperficie nella zona di Grecciano al confine con Vicarello. Forse alla guida c'era il colonnello. Doveva essere un volo preve per provare l'aereo di Ragaglia. L'ultimo della loro vita.

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