Il dolore
Urbanistica, Po attacca il sindaco: mezzuccio che penalizza i giovani e le ditte locali
Gare di appalto inesistenti e incarichi spezzettati, è bufera
Francesca Suggi
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LO STRADELLO La via romana di proprietà del Comune nellarea di Docciola venduta a un privato 2 MINUTI DI LETTURA
VOLTERRA. Gare di appalto inesistenti e incarichi spezzettati. Le scenario che fa da cornice all'urbanistica volterrana e ai prossimi progetti sembra essere questo, con l'assegnazione all'architetto Antonio Mugnai (ha fatto per le precedenti amministrazioni regolamento urbanistico e piano strutturale del Colle) della redazione di un Piano complesso di intervento nell'area di Docciola - tecnicamente sd2 - dove aleggia l'ipotesi del maxi parcheggio, con lo stradello comunale romano venduto "sulla carta" già da 2 anni alla ditta Galletti proprietaria dei terreni in zona. Con le stesse modalità va all'architetto Silvia Viviani l'incarico di redigere la variante gestionale al Regolamento urbanistico. E' sul metodo adottato dal sindaco Marco Buselli, con delega all'urbanistica, che si scarica la critica del gruppo di minoranza Progetto Originario, gli ex maggioranza per capirci. «Molto si era discusso in Lista Civica, in campagna elettorale, sulla necessità per il Comune di cambiare metodo nell'affidamento degli incarichi: evitare metodi clientelari e favorire la pluralità negli affidamenti, con un occhio di riguardo ai giovani e alle ditte della zona. Buselli ha invece scelto di affidare gli incarichi urbanistici in modo diretto, senza nemmeno uno straccio di gara ad evidenza pubblica. Ricorrendo oltretutto al piccolo mezzuccio di spezzettare gli incarichi, portandoli tutti sotto i 20mila euro che è la soglia oltre la quale la gara è obbligatoria, e ripartendoli su più professionisti tutti ricollegabili ad un unico nucleo, per arrivare a surrogare l'affidamento di un grosso incarico aggirando le norme della libera concorrenza», l'analisi dei consiglieri è puntuale. Il pensiero va anche sulla penalizzazione a giovani e a ditte della zona. Riflessioni amare anche sulla scelta: «L'incarico per la redazione di un Piano complesso di intervento - rincarano - è stato affidato allo stesso progettista che aveva redatto il regolamento urbanistico e il piano strutturale, figli delle passate amministrazioni. Dal lato politico è un ritorno al passato». Po sottolinea un'altra incongruenza del sindaco. E fanno riferimento a un passaggio del programma elettorale. "Affinché non vengano esclusi i soggetti locali che lavorano nell'ambito dell'edilizia dai principali progetti previsti per le nuove zone edificabili, si dovrà ripensare il ricorso all'uso dei piani complessi d'intervento, limitandone l'uso solo ove davvero necessario (SD 1 ed SD 3). Per le restanti aree dovrà essere previsto il ricorso a strumenti più agili, quali i piani attuativi, guidati attraverso le linee di eventuali schede normative (con le quali si potranno predisporre progetti alla portata degli operatori edilizi volterrani)." E concludono: «Il sindaco si è contraddetto, affidando un incarico per la redazione nell'area sd 2, dove avrebbe dovuto essere cancellato».
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