Trasporti
«C'è il no del Comune al progetto»
Andreas Quirici
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Il sindaco Alessandro Cicarelli Il sindaco ha incontrato i promotori di Gaylandia
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PONSACCO. «Siamo contrari alla riapertura di una qualsiasi discoteca alle Melorie». Alessandro Cicarelli, sindaco di Ponsacco, torna su Gaylandia, il circolo culturale all'interno del quale è in progetto Rmx, un locale per il sabato sera che dovrebbe partire a ottobre. I residenti delle Melorie sono arrabbiati. Non vogliono più discoteche, così come era stato promesso a maggio... «Nemmeno noi le vogliamo. E' per questo che faremo di tutto pur di contrastare la riapertura di un locale in quella struttura. Abbiamo coinvolto i cittadini nei forum per la variante al piano strutturale ed è emersa la necessità di rendere quell'area la parte più importante delle Melorie. La destinazione d'uso di quel capannone è a servizi e l'idea di sviluppo urbanistico è ben chiara. E' anche vero che un conto è la volontà di un'amministrazione e un altro è quello che vogliono realizzare i singoli imprenditori. Le due cose potrebbero anche non combaciare». Quando parla di "contrastare la riapertura" cosa intende? Quali atti concreti farà? «Studieremo la situazione. Al momento penso a un incontro fatto con la controparte. Chi promuove il locale ha preso contatti con gli uffici comunali senza però presentare ufficialmente il progetto, avvenuto poche settimane fa. In quella circostanza abbiamo detto che siamo contrari alla riapertura di una discoteca in quella struttura. Se il progetto dovesse andare avanti, a settembre, in occasione della prima riunione di giunta affronteremo l'argomento, valuteremo gli strumenti a nostra disposizione per impedire la riapertura e non rinunceremmo al nostro potere di pianificazione, magari anche con azioni forti. Spero che anche il proprietario si prenda le sue responsabilità, rinunciando a un guadagno facile di un affitto per qualche mese e che colga l'opportunità di riconvertire l'immobile per un progetto più interessante anche per lui. E dire che pensavamo di aver terminato questa storia con la riconsegna delle licenze». Le licenze, appunto. Dove sono? «Le abbiamo noi e ci sono state consegnate pochi giorni prima dell'ultima serata dell'Insomnia-Dress Code. Se non le avessimo ottenute ci sarebbero stati imprenditori pronti a far ripartire il locale pochi giorni dopo. So che le licenze erano già state oggetto di trattative, potevano essere messe in vendita. Il circolo che vuole insediarsi all'ex Insomnia non ha bisogno di licenze. Ed è proprio questa la forzatura. Noi cercheremo di ostacolarla con i mezzi a nostra disposizione. Spero che il promotore del progetto, anche in virtù delle reazioni che ci sono state, si convinca che non è il caso di arrivare a tanto». Il padre del ragazzo che è morto lo scorso primo maggio all'Insomnia è contrario alla riapertura della discoteca. Che ne pensa? «Che ha perfettamente ragione. Voler riaprire una discoteca in quel luogo non è rispettoso per la popolazione delle Melorie, ma soprattutto nei confronti dei familiari del giovane. E' una situazione assurda».
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