Il Tirreno

Pontedera

«Basta con la fiera delle civette»

Francesca Suggi
Una passata edizione della festa dedicata alle civette
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Una passata edizione della festa dedicata alle civette

Crespina, petizione e lettera alla Provincia del Wwf: maltrattamento dei rapaci

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 CRESPINA. Seicento anni di civette ammaestrate ostacolate da una petizione. Addirittura il Wwf chiede al presidente della Provincia in persona di vietare la manifestazione crespinese perché «legare questa specie protetta ad una zampa per limitarne i movimenti, costringendola ad assumere posizioni innaturali costituisce maltrattamento animale», scrive nella lettera di protesta l'animalista Roberto Dell'Orso  E in effetti il 29 settembre di ogni anno, a partire dalle fiere ottocentesche raffigurate nei dipinti di Crespina, i civettai - una decina in tutto nel comune- si riuniscono ed esibiscono i loro rapaci che, legati a una zampina alle loro grucce, danno prova della loro abilità di fronte a un'apposita giuria. Così si legge pure sul sito della Provincia dove si promuove la tradizionale kermesse. E pure di questo il Comitato oasi Wwf litorale pisano colpevolizza il presidente Pieroni. «Considerando che la Provincia è l'ente preposto alla tutela della fauna selvatica e che la civetta è una specie protetta dalla legislazione italiana, chiediamo pure che questo link venga eliminato per evitare un ulteriore danno d'immagine al nostro territorio», continua l'ambientalista. Tra le osservazioni, sotto accusa anche l'orario della fiera delle civette. «Esibire un rapace notturno dotato di una sensibilità estrema alla luce in pieno giorno costituisce maltrattamento animale, punito come reato dalla legislazione italiana».  In pochi giorni sul sito "petizioni online" ben 160 i nomi di chi vorrebbe abolire la festa. Una fiera che fa parte del dna dei crespinesi e che compare in dipinti d'epoca già a partire dalla fine dell'Ottocento.  Se da una parte il Wwf va all'attacco, dall'altra il sindaco di Crespina, Thomas D'Addona, non si scompone. «Se verranno accertati maltrattamenti, saremo i primi a voler abolire la festa, anche se interrompendo una tradizione secolare», premette. Ma spiega: «Ad oggi non ci sono state contestate irregolarità, e la cosa mi fa pensare che questi animali non siano proprio maltrattati, come viene detto. Anche perché i civettai li trattano come parte della famiglia».  D'addona non manca di far presente che il comune è dotato di un Centro civette dove gli otto rapaci esistenti vivono, si accoppiano. «E' venuta anche la guardia forestale a controllare e tutto viene portato avanti dalla Proloco che gestisce il centro, nel rispetto delle normative».  Niente lucro, nessun maltrattamento. «E' vero che le civette vengono esposte di giorno, ma dopo le sei». Il primo cittadino ricorda che fino al 1992 intorno alla fiera girava un sacco di economia in paese. Da tutta Italia venivano a Crespina per comprarle. Per usanza contadina, infatti, la civetta veniva impiegata nella caccia delle allodole. Poi nel 92 la caccia con richiamo vivo è stata abolita e la fiera, da allora, non è più una gara alle civette più brave, ma solo un'esposizione della tradizione che fu. «Per me si tratta solo di una festa che valorizza una kermesse secolare».

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