Il Tirreno

Pontedera

«Non vogliamo un'altra discoteca»

Andreas Quirici
In alto giovani nel piazzale di fronte all’ormai ex discoteca Insomnia a Le Melorie di Ponsacco
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In alto giovani nel piazzale di fronte all’ormai ex discoteca Insomnia a Le Melorie di Ponsacco

I residenti si scagliano contro l'apertura di un nuovo locale a Le Melorie

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 PONSACCO. C'è delusione negli occhi dei residenti de Le Melorie. Ma c'è anche rabbia nelle parole che eruttano come lava da un vulcano mai completamente spento dopo aver appreso la notizia che al posto dell'ex Insomnia sorgerà una discoteca compresa all'interno di un circolo culturale votato al mondo omosessuale. «Pensavamo di aver finito con l'incubo della discoteca al fianco della casa e invece siamo punto e a capo». Mario Tuzzi abita proprio accanto al parcheggio dove un tempo venivano sistemate le auto dei giovani clienti dell'Insomnia provenienti da tutta Italia. Abita a Le Melorie da 5 anni, non ha vissuto il periodo della "discoacropoli", ma non vuole che si ricominci la storia di una discoteca «dove non può oggettivamente stare».  Secondo Tuzzi, «quello che più spaventa è l'assoluta capacità dei residenti di essere ascoltati da chi potrebbe fare qualcosa». E aggiunge: «Siamo arrabbiati, perché ci avevano fatto credere che sarebbero state costruite abitazioni o negozi al posto del locale. Anche se non eravamo qui negli anni più difficili, ci siamo comunque sorbiti ambulanze, scazzottate e vari momenti di tensione. Il Comune, in questo caso, ci ha mentito. Non è un problema di gay o meno. Qui si tratta di continuare con un'attività che rispetto al contesto in cui si trova è completamente fuori luogo».  Paola Bandinelli abita anche lei nelle villette a schiera a fianco dell'ex Insomnia. E non vuol sentir parlare di un'altra discoteca: «Quando comprammo questa casa chiedemmo rassicurazioni sulle sorti del locale. Ci era stato detto che sarebbe stato chiuso, ma negli anni è sempre ripartito. Non è giusto ingannare così le persone. Siamo sicuri che il Comune non possa fare nulla per impedirlo? Credo che se volesse, potrebbe intervenire. Fra l'altro in questa zona dovrebbero trasferire il polo scolastico e non mi sembra un bell'abbinamento quello tra bambini e un locale notturno».  Chi invece ha un ricordo personale della storia dell'Insomnia è Piero Bernacchi, che abita nella strada che sbuca davanti al locale. «Abbiamo passato anni terribili - afferma - e sinceramente, dopo l'ultima serata in cui c'è scappato il morto, pensavo che la storia fosse finita. Parlano di una capienza ridotta per questa nuova attività, ma anche l'Insomnia aveva la possibilità di far entrare un certo numero di persone che veniva sempre superato ampiamente. Se dovesse ricominciare tutto quel trambusto non lo reggeremmo per niente. Abitiamo qui da 30 anni e ne abbiamo viste di tutti i colori».  Nelle intenzioni dei gestori di "Gaylandia" c'è il tesseramento per scremare le presenze e per non ripetere gli situazioni del passato, con la volontà anche di trovare un luogo alternativo a quello de Le Melorie. «Non è proprio il caso di continuare con una discoteca in questa zona», afferma sconsolato Bernacchi. A spasso con il cane per le vie della frazione, Sabrina Favilli si dice «sorpresa dal fatto che tornino sui propri passi». La giovane spiega: «Non ho nulla contro il tipo di struttura e di clientela, ma questo non mi sembra il contesto più adatto per una discoteca. Ci era stato detto che lo stabile sarebbe stato smantellato e che sarebbe avvenuta un'operazione di riconversione immobiliare. Invece non sarà così e questa cosa fa pensare».  Mentre scorre la mattina, intanto, qualcuno lavora all'ingresso della discoteca. Probabilmente sono già cominciate le operazioni per la partenza del circolo culturale "Gaylandia", prevista per settembre, a cui dopo un mese seguirà l'avvio alle danze della discoteca Rmx.

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