Il Tirreno

Pontedera

Fuggito dal Montale, si diploma in Veneto

Francesca Suggi
Fuggito dal Montale, si diploma in Veneto

Lieto fine per Walter, il ragazzo disabile "incompreso" al liceo

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 PONTEDERA. Dai corridoi pontederesi dell'umiliazione a quelli veneti dove ha conquistato il diploma di dirigente di comunità. Lui è Walter Tumino (foto), giovane disabile che comunica attraverso la sua tastiera facilitata. Lui che 2 anni fa fu costretto a emigrare dal liceo Montale al nord «per la sola colpa che voleva studiare come gli altri normodotati», ricorda mamma Rossella.  Difficile l'integrazione dell'allora 19enne con l'istituto pontederese. In tutti i modi la famiglia cercò di far capire che il figlio era in grado di esprimersi, solo però attraverso la comunicazione facilitata. «E invece ci era stato suggerito di fargli fare un percorso differenziato a orario ridotto», guarda indietro Rossella. A quell'acqua torbida che ormai è passata, ma cuore di mamma non dimentica.  E insieme ai salti di gioia per la maturità conquistata da Walter, quel 66 conseguito da privatista all'istituto statale d'istruzione Florence Nightingale di Castelfranco Veneto, non manca di inviare una lettera di "ringraziamenti" alla dirigente del Montale Renella Bandinelli.  E nell'allegato, in bella vista, spunta il certificato di diploma.  Walter ce l'ha fatta. Con la sua tastiera e il facilitatore fa l'esame preliminare sulle energie rinnovabili, poi l'esame di maturità vero e proprio. Allo scritto fa il tema su "Dieci minuti di notorietà". Poi l'orale il 30 giugno. Un soffio. Il 21enne risponde alla domande per scritto: 66. E' fatta. Ed è pure il giorno del suo compleanno. Una gioia doppia. «Adesso lo abbiamo iscritto a Scienze dell'educazione a Padova».  Mentre Rossella racconta quella mattina memorabile, sotto i suoi occhi scorre la lettera inviata alla preside del Montale. Un pugno di inchiostro nello stomaco.  Per lei quell'esperienza simboleggia solo dolore e frustrazioni per suo figlio, lei e suo marito.  "Gentilissima dirigente, penso che lei si ricordi di me, anche se sono passati due lunghi anni dall'ultima volta che ci siamo incontrate. Sono la mamma un po' rompiscatole di quel ragazzo disabile, in carrozzina, sì quello che voleva addirittura studiare come gli altri, i normodotati". E torna in mente il premio letterario che Walter - che ha pure un suo blog di pensieri e poesie walter-picante.blogspot.com - vinse nel 2008. "Già, proprio quel ragazzo. Quello che nel 2008 ha vinto un concorso letterario tra gli studenti delle scuole superiori della Toscana, quel premio che lei, con mezzi eticamente forse un pochino discutibili, aveva tentato di non fargli avere. Se fossi stata io al suo posto e avessi avuto tra gli studenti un ragazzo disabile capace di scrivere un testo così, beh, ne avrei fatto motivo di vanto per la scuola da me diretta".  Rispetto al diploma: "E'solo un modesto 66. Non un voto alto ma conquistato a prezzo di caparbietà, sacrifici, spostamenti periodici di tutta la famiglia, e tanto studio. Come vede, si tratta di un diploma conseguito, da privatista, in una scuola pubblica, anche di un certo prestigio, mi dicono". La riflessione si fa amara: "Triste vedere che si celebra l'Unità, ma ci sono tante differenze tra una scuola e un'altra, al punto che un ragazzo disabile per poter studiare e arrivare al diploma debba pendolare dalla Toscana al Veneto. La fortuna è stata che abbia avuto la possibilità di farlo. Lei che ne pensa?".

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