Il dolore
Rivivrà "Il Piaggista" caccia alle memorie e ai vecchi documenti
Andrea Lanini
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PONTEDERA. Affascinanti accostamenti. In primo piano, schierate sul proscenio della prima pagina, le piccole, grandi vicende di Pontedera raccontate attraverso la voce, lo sguardo, i sogni, le battaglie degli operai della Piaggio. Sullo sfondo, a fare da indispensabile scenario, i piccoli, grandi fatti di un'Italia che rapidamente, inesorabilmente, cambiava il proprio volto. Il tutto dentro una pubblicazione che, per quasi quarant'anni, tenendo la barra costantemente puntata sull'utopia sovietica e sulle speranze di un paese in cui era attivo il più grande partito comunista d'Europa, ha difeso, propagandato e fatto vibrare le istanze provenienti dal mondo del lavoro in fabbrica. Un giornale schierato, spesso puntuto, orgogliosamente "rosso", senza peli sulla lingua. Politicamente - per la gioia dei lettori di allora e di oggi - molto poco corretto. Ma anche stupendamente moderno, eclettico, attento alla cultura, alla promozione sociale, alle metamorfosi del costume, del "comune sentire". Si chiamava "Il Piaggista", le vecchie generazioni lo ricorderanno bene. Un caso pressoché isolato, nel nostro panorama editoriale: esempi di giornali operai dalla vita tanto lunga (dal '52 all' 87) e dai contenuti tanto corposi si contano, a scialare, sulle dita di una mano. Attualmente, nessuno ne ha una collezione completa. È un patrimonio frastagliato e frammentario su cui non esistono raccolte, cataloghi, lavori organici. Una sorta di rarissimo puzzle che ci rappresenta e le cui tessere risultano, in buona parte, disperse. È proprio questo il senso della sfida di cui vi raccontiamo: far rivivere "Il Piaggista", completare il poderoso bagaglio di memorie che è in grado di trasmettere. Ovviamente, con l'aiuto di chiunque possa, e voglia, dare una mano. Dietro al progetto, com'è giusto che sia, ci sono tre pontederesi. Antonio Pasquinucci, segretario del Pd di Pontedera, Alessandro Remorini, coordinatore responsabile del Centro Poliedro, Michele Quirici, titolare della casa editrice Tagete. All'impresa, ciascuno ha portato in dono qualcosa. Pasquinucci, il sostegno del Partito Democratico, principale sponsor dell'operazione. Remorini, i materiali di famiglia (molti dei numeri de "Il Piaggista" già al sicuro sono quelli che raccolse il padre Renzo, operaio Piaggio, dirigente del locale Pci, e che oggi si trovano nell'archivio Remorini presso la biblioteca comunale). Quirici, la propria passione per le ricerche storiografiche condotte senza risparmio d'energie, passando al setaccio archivi e biblioteche. «L'idea - spiega Pasquinucci - è venuta a Michele. "Bisogna salvaguardare questo giornale, bisogna inventarsi qualcosa". Abbiamo subito pensato a una mostra, a una pubblicazione, alla possibilità di rendere fruibile l'intera collezione. Impostando il lavoro su due scadenze: la nostra prossima Festa Democratica, che si svolgerà allo Sporting Club "Vasco Gronchi" dal 26 agosto all'8 settembre; e il cinquantenario del grande sciopero del 1962, il cosiddetto "scioperone", che durò 2 mesi e mezzo e per la lotta operaia toscana rappresentò uno spartiacque. Nei giorni della Festa Democratica allestiremo una sorta di "Anteprima del Piaggista", che deve funzionare da megafono e spingere la gente ad aiutarci a integrare ciò che già abbiamo con materiali cartacei e testimonianze orali. In modo da restituire al territorio un immenso serbatoio di informazioni su quella che ancora oggi resta la sua più autentica vocazione: la realtà dell'industria».
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