Il Tirreno

Pontedera

Marco, tutto il Comune tifa per te

Gianluca Campanella
Il sindaco Alessio Antonelli e la mamma del piccolo Marco
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Il sindaco Alessio Antonelli e la mamma del piccolo Marco

Il sindaco Antonelli in visita al bambino investito dall'auto pirata

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 Dopo il dolore, e quando per fortuna è passato il pericolo, arriva il «momento dell'amore». In corsia porta il supporto di tutta Cascina il sindaco Alessio Antonelli, in visita, all'ospedale di Cisanello, al bimbo di 12 anni investito la settimana scorsa a Marciana da un'auto pirata. «Tutta la città fa il tifo per Marco».  Una visita istituzionale, per rappresentare la vicinanza di tutta Cascina, ma in forma privata: non è stato possibile seguire il colloquio del sindaco con Marco e la sua famiglia. C'erano solo la mamma e alcuni parenti. Ma all'uscita, dopo ben 25 minuti, Antonelli è rilassato: «Il ragazzo sta bene e questa è la cosa più importante. Quello che ci siamo detti resta fra noi; posso raccontarvi che abbiamo parlato di sport».  Antonelli aggiunge un particolare «che mi ha riempito il cuore: il sorriso della mamma. Avevo visto quella donna piangere; vuol dire Marco è quasi guarito».  Si può pertanto cominciare a pensare al dopo con la lucidità richiesta in queste occasioni: «Chiediamo che tutte le istituzioni facciano il loro mestiere. Chi ha sbagliato, ed è certificato il suo errore, è giusto che paghi». Il riferimento è al lavoro della magistratura: che per definizione ha un approccio distaccato, ma umano.  Quella è la giusta direzione per il sindaco, che in modo implicito invita a evitare le scorciatoie giustizialiste e forcaiole: «È facile litigare quando si verificano questi eventi. Ma la città può testimoniare la vicinanza alla famiglia utilizzando il momento del dolore per mostrarsi compatta». E, magari, prendere esempio dalla mamma di Marco per «tradurre in amore» il moto spontaneo di partecipazione che il caso ha sollevato.  Antonelli, tuttavia, ci tiene a restare fuori dalle scelte su cui non vuole e non può interferire: «Non devo essere io a parlare di perdono. Dipende da loro». E "loro" sono gli attori di questa vicenda, che proseguono il dialogo a distanza.  L'investitore, Erald Truci, è un operaio albanese di 24 anni che dopo l'incidente era scappato: ha ottenuto i domiciliari e chiesto al sindaco di contattare la famiglia della vittima per riuscire a porgere personalmente le sue scuse. Antonelli ha preso tempo per favorire una maggiore serenità; e la stessa Anna, madre di Marco, ha fatto capire che per ora non è il caso.  Su un argomento, invece, il sindaco vuole fare delle precisazioni: il fatto che siano coinvolti stranieri. «Non fa differenza: pure la madre del bimbo è polacca», spiega Antonelli. Che ricorda come Cascina sia passata in poco tempo da 37mila a 44mila abitanti, anche grazie al contributo dell'immigrazione: «Andando nelle scuole, ormai si incontrano allievi di tutte le nazionalità. Sia i cittadini storici che i nuovi cittadini sono sullo stesso piano».  Pertanto ciò che deve costituire un eventuale discrimine non è il passaporto, quanto i comportamenti: «Chi sbaglia paga, appunto. Che sia italiano o straniero. Ma, nel contempo, chi fa bene, merita un premio».  Antonelli conclude: sia nell'episodio specifico, che in eventi «più tragici del passato», che in generale, «la città è solida e risponde bene». Non c'è bisogno d'appelli: «Anche quando siamo partiti male, siamo stati capaci di risalire la china».

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