Il Tirreno

Pontedera

LO SCORSO MAGGIO

La tragedia dell'ultima notte

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 PONSACCO. Dici Insomnia e pensi agli afterhour che in tanti anni hanno attirato a Le Melorie di Ponsacco migliaia di giovani da tutta Italia. Pensi alle serate da mezzanotte a mezzogiorno con i dj più noti della techno e della musica house e inevitabilmente non puoi non riservare una riflessione sull'ultima notte, quella in cui un ragazzo di 20 anni è morto per aver abusato di alcol e droga. Quella che era la discoacropoli d'Italia è finita per sempre lo scorso primo maggio con una macchia indelebile come a sancire la storia di un locale che, nel bene e nel male, ha caratterizzato il mondo giovanile attraverso varie generazioni.  L'Insomnia è stata essenzialmente Antonio Velasquez, pontederese, oggi 40enne, vero e proprio creatore di un filone che in Italia non si era mai visto. Nella discoteca di Ponsacco sono confluiti mode e tendenze, musica innovativa, suonata da ragazzi che proprio da lì sono divenute star nel panorama dei club internazionali, unita a spettacoli teatrali curati dal Principe Mourice. Un riferimento per i giovani di 15 anni fa con feste ogni sabato sera ed eventi a cui partecipare e da raccontare agli amici. L'ultima notte, quella dell'afterhour finale, sono stati in tanti a voler dare l'addio al locale. Una serata strana, con tanti visi over 40, ma anche tanti giovani richiamati dal mito che a distanza di tanto tempo continua a evocare storie e aneddoti legati al popolo della notte. Un'ultima festa conclusa nel peggiore dei modi, mentre la mattina gli ignari clienti del locale concludevano in pista l'esistenza di una delle discoteche più discusse. Le Melorie, infatti, ha convissuto con l'Insomnia con grande difficoltà. L'arrivo ogni sabato sera di pullman da tutta Italia e macchine piene di giovani ha creato non pochi problemi ai residenti, specie nel periodo dei "mezzanotte-mezzogiorno". Nell'ex Insomnia ci sono state anche situazioni un po' diverse, con serate "normali" e appuntamenti dedicati a giovani gay, lesbiche e trans. Il tutto, mentre il contesto urbano attorno al capannone-discoteca cresceva avvicinandosi sempre di più all'ex discoacropoli. Ora che gli spazi sono veramente ridotti, in molti dei residenti speravano che, con l'ultima festa, fossero finiti i problemi. «La gente de Le Melorie sa che con i gay non ha mai avuto problemi», afferma Alessio De Giorgi, uno dei promotori del circolo culturale che aprirà a settembre. A.Q.

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