Il Tirreno

Pontedera

Il digitale terrestre? Un rebus

Francesca Ferri
Un’abbonata Rai alle prese con l’acquisto di un decoder
◗
Un’abbonata Rai alle prese con l’acquisto di un decoder

Segnale Rai debole per il depotenziamento dell'impianto sul Serra

3 MINUTI DI LETTURA





 PONTEDERA. Cosa succede sul cielo sopra la provincia di Pisa? Se lo chiedono gli abbonati Rai che, da lunedì scorso, hanno visto sparire dal televisore le trasmissioni dei canali di Stato in digitale.  Non che fino a oggi il segnale fosse poi così nitido in verità. Su tutto il territorio l'onda digitale è diffusa a macchia di leopardo e le "macchie" sono tanto più sbiadite quanto più ci si allontana dalla costa. In alcune zone i decoder non sono ancora riusciti a captare ancora mezzo segnale e ora anche i pochi fortunati che riuscivano a vedere qualcosa si sono dovuti arrendere. E con il digitale dato in arrivo per l'autunno - ufficialmente lo switch-off è previsto tra il 3 novembre e il 2 dicembre - sale la preoccupazione.  La "colpa", a quanto pare, è dei cugini d'Oltralpe. «Tra Francia e Italia da sempre ci sono accordi sull'uso delle frequenze per non creare sovrapposizioni», spiega Pierluigi Sandonnini di Techassistance, sito specializzato in assistenza su ogni tipo di tecnologia. «Quando alla fine di maggio i francesi sono passati al digitale - prosegue - quegli accordi si sono esauriti perché ne sono stati stipulati altri sulla base delle nuove frequenze digitali italiane». In Toscana il segnale digitale che fino ad oggi i decoder riuscivano a captare è presente solo per pura sperimentazione e in aggiunta al servizio canonico.  «Con lo switch off francese - spiega Sandonnini - le frequenze Rai trasmesse in Toscana sono diventate di disturbo per la Corsica e dunque la Rai ha dovuto spegnere uno dei ripetitori dal monte Serra, il Multiplex A, e probabilmente abbassare il segnale dal Multiplex B e questo spiega perché la ricezione è peggiorata. Nessuna rete, del resto, fino al 3 novembre è obbligata a trasmettere in digitale in Toscana».  Curiosamente sulla costa il problema è meno sentito, come confermano gli installatori locali. «Il punto di incontro è Cascina», spiegano dalla Elettronic Sat di Pontedera. «Da lì verso l'entroterra il segnale è sempre stato debole e disomogeneo; sulla costa va un po' meglio ma si tratta comunque di un segnale che non è destinato alla Toscana e viene captato solo in via fortuita».  C'è chi ancora sconsiglia di anticipare l'acquisto del decoder e chi, invece, si mette il cuore in pace. Perché anche quando sarà a regime, a differenza dell'analogico che "tiene" anche se incontra ostacoli fisici - al massimo le immagini si intravedono dietro la pioggia di coriandoli bianchi e neri - il digitale è più delicato e, se incontra barriere, si perde completamente lasciando lo schermo nero. Una parte di responsabilità, poi, spetta alle famiglie. «In genere - spiegano alla Dg Tecnologie di Pontedera - se la qualità del segnale è buona basta un decoder modesto. Ma un impianto più sofisticato e soprattutto ben dimensionato dà più garanzie».  Una cosa è certa. Con il pasticcio italo-francese di frequenze, il passaggio alla nuova tecnologia diventa ancora più urgente.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web