Il Tirreno

Pontedera

L’INTERVENTO

Troppi avvoltoi mettono a rischio l'indotto Piaggio

Marcello Casati   segretario prov. le Uilm

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 L'attuale situazione venutasi a creare tra la Piaggio e un suo fornitore dell'indotto (la Industrie Toscane), sta diventando pericolosa sia per molti lavoratori del territorio sia per quanto concerne il futuro dell'occupazione in Valdera. Chi sottovaluta questo particolare momento non ha capito che la situazione potrebbe degenerare da un momento all'altro rendendo persino inutili gli sforzi di associazioni e sindacati per dare un nuovo assetto produttivo e occupazionale all'indotto.  Ricercare oggi le responsabilità che hanno portato a questa drammatica situazione per i lavoratori, può avere un senso, se oltre a inevitabili riflessioni per quanto sta accadendo, non subentrano atteggiamenti di responsabilità, da parte di tutti, per ritornare alla normalità.  Infatti, la storia da raccontare sarebbe assai lunga e certamente molti ex dirigenti Piaggio, transitati da Pontedera, hanno pensato assai più ai propri interessi personali e non certamente a quelli aziendali. Quindi, anche la Piaggio ha certamente le sue responsabilità per come, in passato, certi personaggi hanno gestito fasi delicate per la ristrutturazione dell' assetto produttivo.  Fatta questa precisazione va però sottolineato che l'atteggiamento di certi imprenditori locali, se imprenditori si possono chiamare, perché a mio avviso assomigliano molto di più a degli avvoltoi in cerca di prede da sbranare, sta letteralmente mettendo a rischio il presente e il futuro della più importante azienda del nostro territorio e, cosa assai più grave, il futuro di 120 lavoratori dell'indotto locale che già faticano ad avere riconosciuti i propri diritti contrattuali ma che sicuramente, se non intervengono fatti nuovi in senso positivo, si ritroveranno senza occupazione poiché, è palese a tutti, che la Piaggio o chiude i battenti oppure ricorrerà a nuovi fornitori.  Le istituzioni, locali, provinciali e regionali, possono, a nostro avviso, contribuire a superare questa delicato momento. La Valdera deve dimostrare a tutti e non solo alla Piaggio, che esistono nel nostro territorio produttori e professionalità necessari a garantire il rilancio della nostra economia, messa a dura prova non solo dalla crisi economica. Chi non è capace di questo o chi crede di servirsi dei lavoratori per raggiungere altri obbiettivi, deve farsi da parte. I tempi delle vacche grasse sono finiti e i lavoratori non hanno bisogno di gente spregiudicata ma di veri professionisti del lavoro.

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