Gioco
Nonostante il boom di residenti, a Santa Lucia l’emporio di Maria Angela ha gettato la spugna
Le case crescono a dismisura, ma in paese chiude l'unico negozio di alimentari
Francesca Ferri
◗
Maria Angela D’Amele nel suo negozio3 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Da ieri la saracinesca al numero 16 di via del Popolo a Santa Lucia è chiusa. Niente più odore di pane appena sfornato, niente cassette di frutta e verdura fresca, niente scaffali imbanditi: dopo più di mezzo secolo di attività l'ultimo negozio del paese, l'emporio Santa Lucia, ha chiuso i battenti. I clienti, ormai da un paio d'anni, filavano dritti con le loro auto quando passavano qui davanti. Solo gli anziani del paese continuavano a venire a fare la spesa, ma delle centinaia di nuovi abitanti di Santa Lucia, appena trasferiti nella galassia di nuove case in costruzione in periferia, neanche l'ombra. Scuote la testa la signora Maria Angela D'Amele, che da due anni aveva preso in gestione la bottega. «Non ce la facciamo più - spiega - le spese superano gli incassi. Speravamo che con lo sviluppo del paese gli affari sarebbero andati bene. Invece qui è ormai solo un dormitorio. E poi c'è la Coop...». Il gigante che schiaccia i piccoli negozi di vicinato, il paese dei balocchi dove si trova tutto, a qualsiasi ora, dove i prezzi sono necessariamente più bassi e ci si può perfino perdere tra i corridoi, è a pochi minuti di auto, ci si va anche in bicicletta. Ma non tutti possono arrivarci. E anche la vicina Pontedera, per chi non ha l'auto, sembra una landa lontana, tanto sparute sono le corse di autobus. Gli anziani, soprattutto le signore, che non hanno la macchina e faticano a spostarsi, avevano nell'emporio un punto di riferimento, non solo per riempire la dispensa ma anche per scambiare due chiacchiere. In quei 90 metri quadrati c'era tutto quello di cui avevano bisogno per sentirsi ancora indipendenti. «Ora sono molto preoccupate - spiega Maria Angela - e non potranno fare altro che chiedere aiuto ai figli». L'attività chiude, dunque, e con essa finisce la storia di un paese e inizia quella di un quartiere. Perché a Santa Lucia, a parte il bar e un circolo, non c'è altro che abitazioni. L'ultimo negozio di abbigliamento ha chiuso un decennio fa, non c'è un parrucchiere, un'edicola, una farmacia. E manca il medico. Eppure il paese cresce di giorno in giorno, con nuove urbanizzazioni tirate su dai campi da operai che, ironia della sorte, fino a ieri il panino a pranzo lo compravano proprio qui. Ma dalle loro mani escono solo case, nessun punto di aggregazione, nessun fondo destinato al commercio o allo svago. Tutto si fa tre chilometri più avanti, a Pontedera. Oltre che per il paese, la chiusura dell'emporio è la fine di una stagione felice per chi quelle mura le possiede e ci ha lavorato. «Il negozio è stato aperto nel '50 e io stesso l'ho tenuto per 25 anni», spiega Germano Guidotti, 73 anni, proprietario del fondo. «Si chiamava "Da Germano". Questa è la fine del lavoro di una vita». Il negozio, ufficialmente, è chiuso per ferie, ma già da un paio di settimane alla vetrina è appeso il cartello con la scritta "Affittasi", anche se finora non si è fatto avanti nessuno. Le vecchiette saliranno nelle auto dei figli per andare alla Coop, Maria Angela tornerà al suo vecchio lavoro di corriere e i muratori passeranno al bar per il pranzo. «Il Comune vuole costruire un asilo - conclude Guidotti -. Voglio proprio vedere dove andranno i bambini a comprare la merenda».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
