Sicurezza
Il portafortuna che compie 50 anni
Luciano Gianfranceschi
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Lo staff della conceria La conchiglia e uno stand alla fiera Lineapelle a Bologna Mezzo secolo per la conceria "La conchiglia". Al timone c'è Renzo Botrini
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SANTA CROCE. Mezzo secolo fa - giorno più, giorno meno, ma era l'estate del 1961 - i fratelli Pacini, Mauro e Alvaro, da Marti dove facevano i contadini si trasferirono a Ponte a Cappiano, in cui si stava sviluppando l'industria conciaria. Qui avviarono una conceria nei pressi del mulino, accanto alla fabbrica della colla di Romanello Manzi, del quale erano amici. In quei tempi pionieristici, ad amministrare dava una mano la sera il calciatore Giancarlo Ancilotti, l'articolo prodotto erano le "croste a cuoio", perché conciate al vegetale. Un articolo naturale, mentre stava prendendo campo la novità della concia al cromo. Quanto al nome dell'appena nata conceria, andò così: Mauro Pacini trovò nei pressi del mulino una conchiglia, l'ha tenuta come portafortuna, e ha usato il nome per la ragione sociale della ditta. Per buona sorte, e soprattutto per merito, mentre la fabbrica della colla non esiste più a causa di quel mercato con poca richiesta, nella conceria "La conchiglia" è invece entrato negli anni Settanta Renzo Botrini, un giovane che ha dato subito impulso come ragioniere, e poi come socio. E quando l'azienda ha dovuto trasferirsi nella zona industriale - siamo al 1986 - Botrini e i soci hanno deciso di spostarsi a Santa Croce, dove è l'attuale sede. Ora al timone della conceria ci sono, con Renzo Botrini, anche Patrizia Pacini, Alessandro Pacini, Mauro Pacini e Luciano Brucini. L'azienda dà lavoro a 12 persone, ha un edificio nuovo in via XXV Luglio. Alla lavorazione di croste di tutti i tipi ha aggiunto anche i bufali, pellame alquanto caratteristico. «In tutto, produciamo circa 300mila piedi al mese - racconta Botrini - e circa il 60% della produzione viene esportata all'estero. Ma abbiamo clienti storici anche tra i migliori calzaturifici della zona, che riforniamo con attenzione in base alle caratteristiche della scarpa». Ovviamente mezzo secolo di lavoro, e di successo, è da festeggiare alla grande. E così è stato, venerdì sera, al Colleoli, a Palaia, per ricordare il 50º anno di attività imprenditoriale.
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