Attenzione
San Miniato. Dalla Nunziatina le messe sono state trasferite in San Domenico
Dopo l'incendio la chiesa rimane chiusa
Giacomo Pelfer
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La chiesa della Santissima Annunziata dichiarata inagibile 2 MINUTI DI LETTURA
SAN MINIATO. Prima il fulmine, violentissimo, che ha causato danni e tanto spavento. Poi, solo due ore dopo, la scoperta dell'incendio. E' stato un pomeriggio di apprensione, venerdì, per i residenti della casa famiglia e degli appartamenti adiacenti alla chiesa della Santissima Annunziata (la "Nunziatina" per i sanminitesi), interessata per ore da un incendio che ha causato danni alla copertura della cupola, senza danneggiare fortunatamente gli spazi interni dell'edificio, che conserva affreschi e opere d'arte. La chiesa rimane comunque chiusa, con le messe trasferite momentaneamente in San Domenico. «Solo una scelta precauzionale - spiegano dalla curia -, anche se l'interno dell'edifico è praticamente intatto». Erano passate da poco le 2 del pomeriggio quando il fulmine ha colpito la croce in metallo sul tetto della cupola: da qui, raccontano dalla casa famiglia, la scarica si è propagata attraverso i cavi elettrici per le stanze e gli appartamenti ospitati nell'ex convento, mandando in tilt la centralina dell'allarme e dell'ascensore. Fuori uso anche televisori e cellulari. Tanto spavento, anche se in quel momento nessuno ha pensato al tetto della chiesa, dove un incendio si stava lentamente propagando fra le travi in legno delle cupola ottagonale. Solo alle 16 Antonio Fondelli e Varno Cioli, che vivono negli appartamenti del complesso, si sono resi conto del fumo che si alzava dalle tegole del tetto e che iniziava a propagarsi anche nei locali della casa famiglia. «Abbiamo fermato una pattuglia dei vigili urbani di passaggio - racconta Cioli - che hanno subito arginato le fiamme con un estintore. Se ce ne fossimo accorti qualche ora dopo sarebbe stato un macello». Poco dopo sono arrivati sul posto i vigili del fuoco di Castelfranco, che hanno lavorato fino alle 20 per domare l'incendio, calandosi sul tetto della chiesa dall'autoscala posizionata in via Roma. Un intervento complesso, soprattutto per evitare infiltrazioni d'acqua tra le mura della chiesa, interamente affrescata. «Dobbiamo ringraziare i pompieri per la prudenza e l'accortezza encomiabili che hanno dimostrato», sottolinea monsignor Idilio Lazzeri. Alla fine, stando al sopralluogo effettuato ieri in mattinata, il danno si limiterebbe ad alcune travi e qualche tegola, che dovranno essere sostituite. Chi ci vive da sempre, come Varno Cioli, cuoco del refettorio, sa bene che la Nunziatina è da sempre molto amata dai fulmini: «Circa vent'anni fa - racconta - un fulmine danneggiò il campanile, mentre nel '58 un'altra scarica si propagò fin dentro la chiesa causando danni ad alcune statue».
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