Gioco
Un batterista pisano sul palco al fianco di Sting
Andrea Lanini
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Nella foto Francesco DellOmo insieme a Morgan Francesco Dell'Omo sta realizzando uno dei suoi sogni: stasera suona a Roma, domani a Brescia
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PONTEDERA. Da quando imparò a impugnare le bacchette, a piazzare i piedi sui pedali di cassa e charleston, a organizzare ritmicamente il movimento dei quattro arti, il giovane batterista-percussionista di Pomarance prese a custodire nel proverbiale cassetto «due sogni impossibili. Il primo: suonare coi Beatles. Il secondo: suonare con Sting». Gli anni sono passati, otto e anche di più, e quel ragazzo ne ha fatta di strada. Il primo sogno, per motivi anagrafici e biografici - mancano all'appello John e George, sennò chissà: un percussionista al fianco di Ringo ci poteva anche stare - è rimasto e rimarrà impossibile. Il secondo è diventato non solo possibile ma imminente: Francesco Dell'Omo e Sting suonano insieme stasera, a Roma, al Parco della Musica. Immaginarsi la scena: in cima al palco, davanti al microfono, Mr. Gordon Matthew Thomas Sumner, in arte Sting, già anima degli altrettanto mitici Police, monumento vivente del rock; più dietro, nella trincea della sezione ritmica, Francesco, 33 anni, quello che un tempo suonava "Roxanne" e "Message in a bottle" sognando di essere Stewart Copeland e di avere, un giorno, lo stesso drumming scintillante; in mezzo, tutta un'orchestra: la Ensemble Symphony Orchestra, per la precisione, eccellenza toscana del nostro panorama musicale, una delle pochissime formazioni sinfoniche italiane che usano stabilmente gli strumenti classici amplificati per accompagnare i grandi della musica. Là dove c'erano la chitarra elettrica di Andy Summers e i tamburi di Copeland, ora c'è una distesa di archi e fiati, ma, c'è da giurarci, l'effetto sarà comunque strepitoso, visto che il signor Sting, in fatto di scelte stilistiche azzeccate, è un vero guru. E poi i brani sono sempre quelli, compresi "Roxanne", "Message in a bottle" e "Every breath you take" (più i grandi successi dello Sting solista, da "Englishman in New York" a "Fragile"), con la voce di Mr. Sumner che nel frattempo, miracolosamente, è rimasta quella di sempre. E soprattutto, tra quelle percussioni sinfoniche, c'è Francesco. Che, quando non è preso dalle lezioni (a Pontedera, tiene corsi presso l'Accademia Musicale Toscana), o dagli impegni col suo gruppo ufficiale, i Magicabula Brass Band, suona, anche come batterista, con l'Ensemble Symphony Orchestra, organico delle meraviglie nato in seno all'orchestra sinfonica di Massa e Carrara e poi diventato un punto di riferimento per le sperimentazioni sonore di artisti come Francesco Renga, Morgan, Stefano Bollani, Luis Bacalov. E, naturalmente, Sting. Stasera sono a Roma, domani faranno tappa a Brescia. Non ci sono Summers e Stewart, ma c'è Mr. Dell'Omo assieme ad altri 60 orchestrali. Se non sono i Police, poco ci manca.
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