Gioco
Continua a migliorare il bambino investito, anche se la convalescenza sarà molto lunga
Sotto controllo la casa dell'autista-pirata Alta tensione dopo l'incidente di Marciana
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La Golf dellalbanese investitore 3 MINUTI DI LETTURA
CASCINA. La capacità di reagire dei bambini dopo traumi e malattie a volte è miracolosa. E Marco, il bambino di 12 anni, investito dall'auto pirata martedì sera davanti alla chiesa di Marciana, ce la sta mettendo tutta. Le sue condizioni migliorano di giorno in giorno. Viene aiutato nella respirazione, ha numerose e brutte fratture, ma è cosciente. È ingessato, ha ancora bende e ferite. Ma sorride e ogni suo gesto, la più semplice parola, regala emozioni. In questi giorni, da quella drammatica sera, in tanti hanno temuto per la vita del ragazzino investito, insieme ad altre tre persone, da un'automobilista poi fuggito e arrestato subito dopo dai carabinieri. L'automobilista, Erald Truci, 24 anni, albanese da molti anni residente a Cascina con la sua famiglia, è stato scarcerato. Si trova ai domiciliari con la possibilità di andare al lavoro: fa il muratore. Chi lo ha visto lo descrive come molto provato per quello che ha commesso. Consapevole dello sbaglio, stravolto da quel maledetto martedì sera. Probabilmente da lunedì tornerà a fare il muratore anche se l'ultima parola spetta al datore di lavoro, anche lui rimasto sconvolto dalla vicenda in cui è coinvolto il giovane assunto con un contratto a tempo indeterminato. Si teme che possa essere aggredito da qualcuno che pensa di farsi giustizia da sé. La sua casa viene controllata dalle forze dell'ordine. Con il passare dei giorni, a mano a mano che gli animi si stemperano, si mettono meglio a fuoco altri pezzi di verità, fermo restando che l'automobilista, dopo essersi fermato perché c'erano numerose persone in mezzo alla strada, è salito di nuovo in macchina per poi ripartire e investire un gruppo di persone. Con il rischio di provocare una strage. Quelle persone erano in mezzo alla strada non solo per assistere alla lotteria dopo una partita di calcetto. Tra alcune di loro era in atto una discussione, come era emerso in un primo momento e poi in parte smentito, per questioni di poco conto legate al calcio. C'era già una certa agitazione - alcuni testimoni lo hanno dichiarato ai carabinieri - quando l'albanese è arrivato davanti alla chiesa e ha trovato numerose persone - bambini, genitori e ragazzi - in mezzo alla strada. Qualcuno lo avrebbe invitato a stare calmo con toni energici. Da questo momento in poi le versioni diventano contrastanti. Alcuni cittadini sono pronti a giurare che l'automobilista volesse "punirli": «È partito a tutta velocità e ha investito chi si trovava davanti», dicono alcuni. Lui si difende, pur ammettendo l'errore, dicendo di avere agito in quel modo per la paura. Dice di essersi sentito accerchiato. Come sono andati i fatti, il grado di responsabilità, sarà chiarito al processo. Per Marciana, così come per la famiglia del bambino di 12 anni e, per aspetti diversi, per quelle dell'albanese e della sua fidanzata, non sarà facile voltare pagina. Intanto, anche la Golf dell'incidente, che era stata sequestrata dai carabinieri, è tornata nella disponibilità della proprietaria, cioè della fidanzata del muratore protagonista dell'assurda vicenda. S.C.
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