Toscana
«Sono pentito, chiedo scusa»: parla il giovane che ha investito un bambino ed è fuggito
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Cascina: «Non serve a nessuno tutto questo razzismo sulla vicenda. Chiedo scusa a Marco e alla sua famiglia. Ho sbagliato e pagherò quello che devo pagare per il mio errore». Abbiamo incontrato Erald Truci, 24 anni, l'albanese arrestato e ora agli arresti domiciliari, che martedì sera ha investito un gruppo di persone davanti alla chiesa di Marciana ferendo gravemente un bambino di 12 anni, che ora si sta riprendendo lentamente. Lo abbiamo incontrato nella sua abitazione a Cascina. Maglietta gialla e pantaloncini. Ci accoglie nell'atrio del condominio, di fronte alla porta dell'ascensore. «In casa non possono entrare persone, così mi ha detto l'avvocato». Poi parla a ruota libera dell'incidente, delle reazioni del paese di Marciana. Non ha nessuna intenzione di cambiare città, vuole tornare al lavoro quanto prima. «Sono pentito - dice - sono fuggito perché mi sono sentito accerchiato da tante persone. Loro erano in mezzo alla strada e litigavano. Ho chiesto di passare ma mi hanno risposto che dovevo tornare al mio Paese, che a casa loro non comandano gli stranieri. Poi sono partito con la macchina preso dalla paura. Ho capito di avere investito qualcuno, mi sono soffermato e ho visto dallo specchietto retrovisore che mi stavano inseguendo. Sono fuggito ma sapevo che poco dopo i carabinieri mi avrebbero trovato». Il giovane dice di essere pronto a fare tutto quello che è necessario pur di chiudere quanto prima questa vicenda. Non nasconde di temere che qualcuno possa farsi giustizia da solo.
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