Sicurezza
La Lega: il Comune si costituisca parte civile
Rabbia a Marciana, il paese sotto choc
1 MINUTI DI LETTURA
CASCINA. In molti marcianesi le scene di martedì sera sono ancora vive. «Mio figlio è scioccato da quanto accaduto - racconta un babbo - ha la stessa età del bambino investito e mi chiede in continuazione come sta. Io stesso ho dovuto prendere qualche giorno di ferie, perché mi assilla l'eventualità che ci fosse stato mio figlio al suo posto». Davanti al circolo Arci la notizia della concessione degli arresti domiciliari all'albanese irrompe fra una discussione fra cacciatori e una partita a carte. Un signore prova a dire che «non ha ucciso nessuno». E la reazione degli altri è uno scatto d'ira: «Non basta aver ridotto in coma farmacologico un bambino di 12 anni? Cosa doveva fare, ucciderlo sul posto perché lo facessero stare in carcere fino al processo?». Un amico della famiglia del bambino scuote la testa seduto a fianco alla porta d'ingresso del circolo: «Siamo in Italia e non mi meravigliano cose di questo genere.». Intanto, in un comunicato, il capogruppo della Lega Nord cascinese Susanna Ceccardi chiede «una pena esemplare» per l'albanese e che «il Comune si costituisca parte civile».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google