Il Tirreno

Pontedera

Ciao Marco, ti sei risvegliato

Ciao Marco, ti sei risvegliato

Il ragazzino travolto dall'auto pirata riapre gli occhi

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CASCINA. «Mamma, ho voglia di mangiare un gelato». Impossibile trattenere le lacrime anche solo immaginando quel momento. Le condizioni di Marco, il ragazzino di 12 anni ferito da un'auto pirata, stanno migliorando rapidamente. Il bambino, dopo un lungo intervento chirurgico, è stato sedato e mantenuto in coma farmacologico. Ieri i medici hanno cercato di ridurre i sedativi e Marco si è svegliato.  «Ci dicono che dobbiamo avere pazienza - aveva detto poco prima il nonno - ma noi vogliamo sentire al più presto la sua voce». È stato accontentato. «Lo abbiamo visto aprire gli occhi per un istante abbiamo pensato che stesse per svegliarsi...».  Marco è un grande appassionato di calcio e gioca nel San Frediano a Settimo. Ora sta giocando una partita complicata ma vuole vincerla e può vincerla. Anche perché tutti, davvero, tifano per lui. Ha gravi lesioni alla parte sinistra del corpo, quella che è stata agganciata dall'auto che poi l'ha trascinato. La prognosi resta ancora riservata e serviranno altri giorni per capire quali saranno le conseguenze permanenti causate dal grave trauma.  Nel frattempo il paese di Marciana continua a vivere un incubo. «È uno schifo, non è possibile vivere in un mondo così». A parlare è Giuliano Giuntoli, presente al campo sportivo della chiesa martedì sera quando il 24enne albanese ha investito quattro persone fra cui un bambino di 12 anni mandandolo in gravi condizioni all'ospedale. Al circolo Acli di Marciana la notizia della scarcerazione dell'operaio edile si è diffusa presto fra i clienti abituali che dicono: «Era meglio se ce lo consegnavano».  «Hanno detto che non è pericoloso - riprende Giuntoli - ma io dico che si tratta di tentata strage e non di una semplice fuga da un incidente». Lorenzo Battaglia ripercorre quei momenti terribili: «Ha sterzato per investire volutamente. Meno male che c'erano le fioriere, altrimenti avrebbe fatto una strage. Non si può continuare così». Molti hanno lo sguardo fisso nel vuoto. Sono increduli rispetto a quanto è accaduto e agli sviluppi giudiziari. «Ha spinto sull'acceleratore come se avesse l'intenzione di fare davvero una strage», ribadisce Luciano Pucci, mentre intorno è tutti alzano la voce, dicendo la stessa cosa.  Giuntoli poi rincara la dose: «La convivenza con albanesi e rumeni è difficile in questa zona. Vi ricordate quelli che rubarono il motorino e poi uccisero in un incidente stradale quel ragazzo? Io sono anziano. Ma penso ai miei nipoti e alla vita difficile che dovranno fare». A.Q. ALTRO SERVIZIO A PAGINA 2

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