La manifestazione
CERIMONIA A SAN FREDIANO A SETTIMO
Guido Bini
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SAN FREDIANO. Finalmente Cascina ha una piazza che porta il nome di Carlo Cacciamano, il sindaco mai dimenticato. Ieri l'inaugurazione, alla presenza delle istituzioni locali, del prefetto di Pisa Antonio De Bonis, di vecchi amici e compagni politici. Presenti anche i due figli di Carlo, Virginia e Niccolò. Cacciamano, definito dall'attuale sindaco Alessio Antonelli «un padre fondatore della nostra città», guidò Cascina dal 1994 fino alla morte, sopraggiunta nel marzo del 2000 a seguito di una grave malattia. «Con l'intitolazione di questa piazza a Cacciamano - queste le parole di Antonelli prima di scoprire la targa - vogliamo dare un forte segno di continuità con le amministrazioni precedenti. E in particolare con quelle guidate da Cacciamano, perché se Cascina dal 1994 è cambiata si deve soprattutto a lui». Commosso il ricordo di Fabio Mariotti, in entrambi i mandati al fianco di Cacciamano nel ruolo di capogruppo Ds in consiglio comunale. «Carlo era un uomo di grande personalità e dalle grandi doti politiche - ha detto -, spesso duro ma sempre aperto al dialogo. Una persona che credo abbia lasciato il segno in questa comunità soprattutto come uomo, prima ancora che in qualità di personaggio politico». Laureato in farmacia, dirigente del servizio Farmacie di Pisa dal 1982, Carlo Cacciamano iniziò a militare nel Pci dall'età di 28 anni, quando fu eletto in consiglio comunale e nominato assessore dal sindaco Franco Viegi, prima al decentramento e poi all'urbanistica. Riconfermato dall'85 al '90, fu poi eletto in consiglio provinciale, dove ricoprì la carica di capogruppo del Pds. Nel 1994, con oltre il 60% delle preferenze, fu eletto per la prima volta sindaco di Cascina, e nel 1998 la seconda, con i voti a suo favore che superarono il 78%. La piazza che porta il suo nome è ecosostenibile. «Ha una vasca di esondazione - ha detto in proposito il sindaco Antonelli - e ha un'illuminazione a led. E' costata non pochi soldi pubblici, noi ci impegneremo perché resti curata, ma vogliamo anche che i cittadini la sentano loro e che la difendano dai vandalismi, non soltanto perché è intitolata a Cacciamano». Sempre Antonelli, facendo riferimento all'incidente di pochi giorni fa, ha infine invitato i cittadini a una «rabbia positiva», ricordando che «Cascina è diventata, proprio grazie a Cacciamano, una città aperta, e tale deve rimanere». E a fine cerimonia è stato lo stesso sindaco a dire che «il bambino si è svegliato dal coma». E ha aggiunto: «In questa occasione non poteva esserci notizia migliore».
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