Spiragli per la prima media
Francesca Ferri
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Un momento della protesta delle scorse settimane in paese con striscioni a case e negozi Saline: la Regione promette una valutazione più approfondita
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VOLTERRA. Spiragli d'ottimismo per la prima classe della scuola media di Saline. La delegazione di genitori, amministratori e sindacalisti che ieri è stata ricevuta dalla direttrice dell'Ufficio scolastico regionale torna a casa, se non con una certezza, almeno con un «ci penserò». C'è ancora speranza, insomma, di far rimanere a Saline la classe che, al momento, è eliminata dal plesso originario per carenza di organico e, nei progetti ministeriali, trasferita a Volterra. I genitori dei 14 alunni coinvolti e, con loro, l'intera comunità di Saline da maggio tentano il tutto per tutto per evitare l'accorpamento che costringerebbe i bambini a sobbarcarsi ogni giorno di un viaggio di dieci chilometri per una strada tortuosa. E dopo le proteste è arrivata la diplomazia. Quaranta minuti sono bastati alla delegazione composta dal sindaco Marco Buselli, dagli assessori Lonzi e Silvi e da due genitori, per strappare alla Palamone, direttrice dell'Ufficio scolastico toscano, la promessa di non chiudere il fascicolo "Saline". «La Palamone ha espresso massima disponibilità a fare il possibile», spiega il sindaco. Ancora non è chiaro quale via intende percorrere l'Ufficio scolastico per tenere in vita la classe, anche se la possibilità di riuscire ad ottenere di nuovo il codice di identificazione della scuola, che garantirebbe la sopravvivenza della classe, appare piuttosto remota. «È una partita difficilissima - spiega Buselli - perciò stiamo lavorando su altre possibilità», come quella di ottenere una deroga per l'anno scolastico 2011-2012. A sostegno della richiesta, la delegazione ha anche portato sul tavolo della Palamone le 800 firme raccolte in paese a favore della causa. In ogni caso, la risposta non arriverà prima di una settimana o dieci giorni. Ad attendere la delegazione fuori dall'Ufficio scolastico c'era una cinquantina di persone, tra genitori e semplici cittadini, oltre ai rappresentanti di Snals, Cgil e Cisl. Il paese intero, infatti, ha risposto senza esitazione all'appello per mantenere la prima media. Salvare una classe, infatti, significa molto di più che non garantire semplicemente una scuola a portata di mano per i bambini. «La sopravvivenza stessa del paese è appesa a servizi come la scuola», spiega il sindaco. Perdere quella classe significa minacciare la tenuta dell'intera comunità. «Ci preme sottolineare la grande disponibilità della dottoressa Palomone - spiega infine Antonino Nardi di Snals - e ringraziare i cittadini che si sono riuniti nel Comitato e hanno dimostrato grande attaccamento alla causa. Ora, però, pensiamo a fare un passo alla volta».
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