Il Tirreno

Pontedera

«Ha investito i ragazzi, poi la fuga»

L’albanese tratto in arresto
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L’albanese tratto in arresto

Il racconto dei testimoni del drammatico incidente. Arrestato l'automobilista

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CASCINA. Ha rischiato il linciaggio il giovane albanese di 24 anni che, l'altra sera, senza alcun motivo, ha investito un gruppo di persone, davanti alla piazza della chiesa di Marciana. Un bambino di 12 anni è gravemente ferito, altre tre persone sono state costrette a ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso di Pisa e hanno riportato lesioni che guariranno in alcuni giorni. Ma tanta violenza gratuita ha spaventato la piccola comunità dove peraltro vivono molti extracomunitari. I racconti sulla tragedia si moltiplicano. E del resto, l'altra sera alle 23, sulla piazza della chiesa di Marciana, vicino al campo sportivo, in via Macchiarella, c'erano davvero moltissime persone. Famiglie intere sconvolte dal comportamento del giovane, che vive a Marciana insieme a una ragazza italiana che era con lui in macchina al momento dell'incidente e che poco o niente è riuscita a fare per evitare che la situazione arrivasse a queste conseguenze. «L'ho vista mettersi le mani nei capelli», ha detto un testimone. Il paese chiede giustizia. «Eravamo sulla piazza della chiesa - racconta Massimo Tonelli, consigliere comunale della lista civica "SiAmo Cascina" - era da poco finita la partita di calcetto e c'era una lotteria. Questo giovane è arrivato con la macchina. È sceso e in maniera decisa ha chiesto di passare». Tra la chiesa e il campino da gioco c'è una strada stretta, peraltro poco trafficata, e in quel momento ragazzini e genitori erano sia sul marciapiede davanti alla chiesa che per strada. «Qualcuno ha risposto a quel giovane - continua Tonelli - di avere pazienza e forse c'è stato anche chi lo ha invitato a stare calmo», continua Tonelli. Ma il giovane non ha seguito il consiglio. È salito sulla Golf, che risulta di proprietà della fidanzata, ha ingranato la marcia ed è partito a tutta velocità diretto contro chi era sulla strada. L'auto, arrivata da via Madre Teresa di Calcutta, ha preso in pieno un gruppo di persone, oltre ad alcuni vasi di fiori. «Il ragazzino che ora è grave - raccontano altri testimoni - è stato trascinato per 25 metri. È stato impressionante. L'automobilista non si è fermato, è una vergogna. Certe situazioni non devono essere tollerate».  Nessuno si aspettava un comportamento simile. La gente è rimasta scioccata. Il primo pensiero è stato quello di aiutare il dodicenne ferito in maniera più grave delle altre persone colpite dalla macchina. Poi la rabbia è esplosa mentre si aspettavano i carabinieri di Cascina, intervenuti subito dopo, e nelle ore successive. Già qualcuno aveva tentato di inseguire la Golf scura. Contrariamente a quanto sembrava in un primo momento, c'è stato chi ha preso il numero di targa della Golf e chi ha riconosciuto la fidanzata dell'albanese. Indicazioni che sono state utili ai carabinieri a risalire, nell'arco di meno di un'ora, all'albanese del quale la Procura di Pisa non ha reso noto il nome pur avendo acconsentito alla pubblicazione della sua fotografia. L'automobilista-pirata (in paese è conosciuto col nome di Aldo) era andato a casa della fidanzata con grande tranquillità. E lì è stato trovato. Ha negato ogni responsabilità, sostenendo di avere trascorso la sera a Tirrenia. Sulla carrozzeria della Golf sono stati trovati segni evidenti, compatibili con la dinamica dell'incidente avvenuto poco prima. E per l'operaio edile si sono aperte le porte del carcere Don Bosco di Pisa. È accusato di tentato omicidio. Se i cittadini lo avessero trovato prima dei carabinieri probabilmente lo avrebbero malmenato. «Abbiamo sbagliato qualcosa... - protesta un pensionato che ieri è tornato sulla piazza per rendersi conto meglio di quello che era accaduto - noi siamo un paese accogliente, ma se poi capitano queste situazioni, allora c'è qualcosa che non va. C'è bisogno di intervenire, non rispettano le nostre regole». A Marciana abitano numerosi extracomunitari. In passato ci sono stati litigi o altri episodi che si sono conclusi con l'intervento dei carabinieri. Ma si era sempre trattato di questioni tra immigrati della stessa nazionalità. Il pensiero di tutti è rivolto al dodicenne che circa due anni fa ha perso il padre, ucciso da un infarto dopo che aveva superato il trapianto di cuore. Sabrina Chiellini ALTRO SERVIZIO A PAG. 2

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di Redazione web