La protesta
PONTEDERA. Continuano i saldi ma la situazione economica del centro storico è in ...
Paola Silvi
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PONTEDERA. Continuano i saldi ma la situazione economica del centro storico è in affanno. Lo denuncia la Confesercenti che ha fatto un'indagine dettagliata e lo confermano i commercianti. C'è poca voglia di comprare, i cartellini al ribasso non invogliano più all'acquisto, le vendite vanno a singhiozzo e la gente non sembra approfittare delle occasioni che offrono vetrine scontatissime. «Si respira aria di sfiducia», dice con rammarico il presidente della Confesercenti Luca Sardelli. «Il potere d'acquisto delle famiglie pontederesi sembra in costante discesa. E anche se, in queste ultime sere di shopping sotto le stelle, qualche coda alle casse e qualche pacchettino in più si è notato, i negozianti sanno di non poter aspirare a grandi incassi. Sperano piuttosto di limitare i danni e puntano ad eliminare le rimanenze». Niente corsa all'affare dunque. Ma circospezione. «La gente - continua Sardelli - anziché affrettarsi, ha preferito osservare, vagliare ed aspettare ulteriori sconti». E le cifre di un bilancio alquanto negativo ribadiscono queste sensazioni. Secondo le stime dell'associazione di categoria, rispetto all'anno scorso il dato complessivo delle prime due settimane di luglio registra un meno 2,2 per cento in media in provincia di Pisa. Con notevoli differenze però tra le città. Così se nel capoluogo si sfiora un meno 0,6% è crisi vera e propria a Pontedera dove il termometro delle vendite segna un calo del 4,7%. Anche Volterra poi, per concludere il quadro, non se la passa affatto meglio, con un -5,8%. Possono invece ritenersi piuttosto soddisfatti i commercianti di Cascina e Ponsacco che devono fare i conti con un decremento contenuto, che non arriva al -0,4%. La delusione nella città della Vespa è lampante. «Non sono più i saldi di una volta», si lascia sfuggire anche il vicepresidente di Confcommercio Gimmy Scatassa. «Magari i risultati e i guadagni cambiererebbero se si optasse per una vendita a prezzi calmierati tutto l'anno. Fra anticipi e prezzi ritoccati il cliente non ha più date fisse e stimoli sicuri. Si stufa. Ed è il flusso di persone che alla fine manca, soprattutto nel mio settore, quello della ristorazione». Ma non solo. «Se la discesa delle vendite rimanesse stabile al -5% circa e non subisse ulteriori colpi, potremo ritenerci contenti». Neppure lo shopping sotto le stelle basta a risollevare il morale a questo tiepido periodo di compra-vendita. «Durante le serate di apertura il corso è pieno - conclude Scatassa - ma gli altri giorni la movida porta i pontederesi lontano dal centro storico, in zone di perIferia meno soggette al rispetto di orari e regole di convivenza civile. Così il salotto buono di Pontedera si svuota di residenti e turisti occasionali e diventa quasi impossibile fare impresa».
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