Il Tirreno

Pontedera

 MONTOPOLI. Un cerchio di tamburi impazziti, alla ricerca di un'armonia che prenda il ...

Filippo Bernardeschi

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 MONTOPOLI. Un cerchio di tamburi impazziti, alla ricerca di un'armonia che prenda il sopravvento, in modo del tutto naturale, sul corpo e sulle menti di chi suona e di chi balla. E' questa l'essenza del Drum circle, disciplina che il "facilitatore" Harshil Filippo Chiostri, presidente del Circolo Amarti - associazione affiliata Arci per la promozione dei metodi di meditazione - va diffondendo nel nostro territorio da ormai alcuni anni.  Chiostri ha iniziato la sua carriera come musicista tradizionale. Ma, racconta lui stesso: «Nonostante anni di studio del pianoforte, continuavo a sentire una sconosciuta insoddisfazione, come se la tastiera non fosse mai stata il miglior veicolo per l'espressione delle mie emozioni». Chiostri si avvicina al mondo delle percussioni. Ben presto scopre il Drum Circle, un'esperienza spirituale, più che una tecnica da apprendere. Ma come funziona, in pratica? «Già di per sé - dice - un cerchio di persone che suonano ha un'intelligenza propria, che tende all'armonia, e non avrebbe teoricamente bisogno di essere "facilitato" se tutti fossero in assenza di giudizio sia verso di sé che verso gli altri: in questa modalità ognuno userebbe la musica come veicolo per crescere».  Il compito del facilitatore è dunque quello di guidare questo viaggio sonoro, attraverso degli interventi che servono a risvegliare fiducia e ascolto: «Invito i partecipanti ad apprezzare intuitivamente le diverse dimensioni del ritmo e il contributo dei compagni - continua Chiostri - ma sempre senza cadere in una lezione di musica». Per partecipare non è necessaria alcuna esperienza, solo curiosità e desiderio di lasciarsi andare. Ecco i benefici: «Un senso di amicizia espanso, un abbassarsi dell'isolamento in cui ci troviamo spesso inscatolati, con la capacità di stimolare la ricerca del buono negli altri e nell'ambiente che ci circonda».  «Quello del Drum Circle - conclude Chiostri - è un invito: sciogliere il senso di separazione suonando assieme. Non solo perché può essere considerato filosoficamente giusto o socialmente corretto, ma perché ci possiamo divertire e scoprire che possiamo creare valore grazie alla gioia di riconoscerci a vicenda».

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di Redazione web