Il Tirreno

Pontedera

Brutta sorpresa dalla manovra del governo Berlusconi per i titolari di abitazioni principali

Rispunta l'Irpef sulla prima casa

Una veduta aerea della città
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Una veduta aerea della città

A Pontedera si pagherà in media dai 46 agli 86 euro in più all'anno

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 PONTEDERA. Saranno 7.700 i pontederesi che subiranno il ritorno dell'Irpef sulla prima casa. Un appesantimento della tassazione che costringerà i proprietari a pagare le tasse sul 20% del valore catastale dell'immobile. L'impatto è previsto nella denuncia dei redditi 2014 dalla manovra di Tremonti e Berlusconi, varata nei giorni scorsi dal parlamento. Una "stangatina", nel solco dell'Ici che non c'è più, dall'importo variabile in base al reddito imponibile.  L'abitazione non avrà una tassazione a sé stante, come nel caso dell'Ici, ma il valore dell'alloggio che si abita entrerà a far parte del reddito imponibile su cui si paga l'Irpef. E le stime su quanto potrebbe pesare partono dai 46 euro in più per il contribuente tipo che ha un reddito annuo di 15mila euro e un'aliquota del 23 per cento. E ciò ipotizzando un proprietario medio, con una casa di 80 metri quadrati, situata in zona centrale a Pontedera. Nello specifico dovrà mettere sull'imponibile Irpef il 20 per cento dei mille euro della rendita catastale.  Un aggravio che cresce con l'aumentare del reddito. Si sale, infatti, a 54 euro in più per redditi da 25mila euro, fino a 86 euro per chi ha un reddito di 100mila euro lordi annui. Invece, per redditi da 50mila euro il costo aggiuntivo si attesta sui 76 euro, che salgono a 82 per chi ha un reddito di 70mila euro. Il tutto a fronte di un aumento medio dei redditi dei proprietari di prime case di circa 190 euro tassabili. Un caso che abbraccia il grosso dei proprietari di un alloggio di 80 metri quadrati.  Nonostante l'eliminazione dell'Ici sulla prima casa, avvenuta nel 2008, le tasse sugli immobili cresceranno a partire dal 2013. A Pontedera a pagare l'Ici sulla prima casa sono rimasti in 20. Tutti proprietari residenti in alloggi classificati di lusso, e perciò esclusi dal beneficio dell'alleggerimento fiscale.  L'ingresso sarà graduale. La manovra da 48 miliardi prevede, infatti, un taglio delle agevolazioni fiscali, detrazioni e deduzioni, del 5 per cento nel 2013 e del 20 per cento nel 2014. La rendita catastale attualmente non concorre a formare l'imponibile Irpef.  L'Irpef sulla prima casa non si paga dal 2000, grazie a un'esenzione introdotta dal governo Amato. Dal 2013 invece, l'esenzione si ridurrà progressivamente. E ciò se non sarà varata la riforma del Welfare. Infatti, la manovra da 48 miliardi varata nei giorni scorsi, prevede una clausola di salvaguardia, ovvero il taglio delle agevolazioni fiscali, detrazioni e deduzioni, in assenza della riforma a partire dal 2013.  Un costo aggiuntivo che potrebbe salire se aumenteranno gli estimi catastali. La rendita catastale, infatti, è determinata dal prodotto tra la consistenza dell'unità immobiliare (vani, superficie e volumetria) per la tariffa d'estimo, relativa al comune e alla zona censuaria in cui sorge l'immobile, alla tipologia dello stesso, rivalutata del 5%. Ma il Comune potrebbe decidere di adeguare i parametri catastali, fermi da 20 anni, allo standard di mercato.

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