Lutto
La comunità volterrana non accetta il taglio del servizio: il sindaco tra i primi firmatari
Punto nascita, c'è anche una petizione on-line
Paola Silvi
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Manifestazione contro lAsl 2 MINUTI DI LETTURA
VOLTERRA. Passa di profilo in profilo su Facebook. E a colpi di click prende piede la nuova mossa di protesta contro il taglio del servizio nascita. La parola chiave della petizione apparsa ieri, nelle prime ore della mattina, è "salvaguardia" e la raccolta di firme on-line lanciata sul gruppo "Punto nascita, no alla chiusura" sta riscuotendo già grandi consensi. Anche il sindaco Marco Buselli ha messo la sua. «Il Punto nascita di Volterra - si legge nel post - è di estrema importanza per il diritto alla salute di una popolazione di oltre 57mila abitanti perché offre assistenza a ben 5 comuni dell'Alta Valdicecina e perché opera su un territorio di oltre 86mila ettari di estensione, pari ad un terzo di tutta la provincia di Pisa». Dopo le 4.500 firme registrate nelle strade e nelle piazze, dopo il flash-mob coi fiocchi azzurri e rosa andato in scena durante la Notte Bianca del 9 luglio, i sostenitori del servizio ci riprovano. L'obiettivo è arrivare a mille firme, così da integrare il percorso compiuto fino ad oggi. Così da sottolineare quanto la comunità volterrana non abbia accettato la chiusura del Punto nascita. Dal primo luglio sul Colle non si nasce più. Il taglio è stato formalizzato dall'Asl nelle settimane scorse per carenza di numeri di parti. Restano aperte le altre attività ambulatoriali e consultoriali avviate dal dottor Massimo Srebot ma i residenti, in primis le mamme, spalleggiate poi dalla giunta di Volterra e dai gruppi di opposizione di Progetto Originario e de Il Popolo per Volterra, non si danno pace. «Questa decisione - rincara la dose Renato Caldon, padre della petizione web - è ingiusta e contribuisce ad aumentare il disagio della nostra zona». Il signor Caldon che per muoversi meglio nel tessuto cittadino ha fondato anche un'associazione dedicata all'infanzia, non si rassegna. Dalle battaglie a favore della riqualificazione dei giochi e dei parchi pubblici alla ricerca di una stanza dove aprire una ludoteca, i piccoli volterrani sono sempre stati al centro dei suoi pensieri e del suo cuore di nonno. «Mi sono sempre occupato di volontariato e posso assicurare che per quanto riguarda i bambini, da quelli appena nati ai più grandicelli, la situazione è critica. A questo, ora si aggiunge la negazione dell'ennesimo servizio. L'ospedale più vicino dove partorire è Pontedera ma il nostro è collinare, piuttosto isolato e difficile da percorrere con urgenza. Dobbiamo reagire».
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