Il Tirreno

Pontedera

Contro il progetto di ampliamento della discarica di Peccioli stasera la fiaccolata del fronte del no

Caso Legoli: dalle parole alle minacce nel mirino il sindaco, indaga la polizia

Una veduta della discarica di Legoli, a destra un sit-in dei comitati del no
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Una veduta della discarica di Legoli, a destra un sit-in dei comitati del no

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PECCIOLI. Offese e minacce corrono via posta elettronica. Parole inequivocabili, sulla scia del no all'ampliamento della discarica di Legoli. Tra i destinatari il sindaco di Peccioli Silvano Crecchi, il presidente della Belvedere Spa Renzo Macelloni, che gestisce l'impianto, e altri amministratori pubblici. Messaggi al vaglio della polizia, che sull'accaduto ha aperto un'indagine.  «Una forma di violenza esplicita - conferma il sindaco Crecchi -. Le e-mail dai toni offensivi e minacciosi, già oggetto di un'indagine da parte della polizia giudiziaria, sono pervenute nei giorni scorsi».  Gli animi si scaldano intorno al progetto che punta a dare corpo all'ampliamento dell'impianto di smaltimento dei rifiuti, già al vaglio della Provincia di Pisa per l'autorizzazione.

E ciò mentre stasera si accenderanno le fiaccole per dire no al progetto. Appuntamento stasera, alle 21, in piazza del Carmine a Peccioli. In campo il Comitato tutela ambientale Alta Valdera, quello di Legoli Emergenze ambientali e il Movimento tutela ambiente e territorio di Montefoscoli.  Sul fronte del confronto gli attacchi personali fotografano il clima a Peccioli. Dal confronto aspro allo scontro. E tra i casi vi rientrano anche le scritte offensive anti-Macelloni. Una china in cui sembra scivolare il dibattito, anche se le parti rimandano la responsabilità l'una all'altra.  «È vero, a Peccioli c'è un pericoloso "clima di odio" - conferma il gruppo consiliare di centrodestra Peccioli Libera -. Un clima "velenoso" che ha diviso il paese e in alcuni casi è sfociato oltre i limiti di guardia. Ma è difficile per i pecciolesi, e per tutti quelli che vivono in prima persona le vicende che ruotano attorno al nuovo progetto di ampliamento della discarica di Legoli, vedere nella Belvedere Spa, e nel suo presidente Renzo Macelloni, le vittime incolpevoli e indifese di questo clima». Che aggiunge: «Molti che si sono schierati contro l'ampliamento e, più in generale, contro il "sistema dei rifiuti" creato da Macelloni, sanno anche che non sono mai mancate le provocazioni, le minacce, gli avvertimenti più o meno intimidatori, e vere e proprie operazioni "squadriste" da parte di chi questo ampliamento e questa discarica lo sostiene e lo vuole fortemente». E conclude: «Se davvero Macelloni vuol contribuire a cancellare questo clima di odio che si è creato a Peccioli, non deve far altro che iniziare lui stesso ad adoperarsi e senza indugi.

Per esempio può iniziare denunciando i "soliti ignoti" che hanno staccato uno striscione contro l'ampliamento della discarica che avevamo affisso davanti alla vetrina della nostra sede».  Macelloni incassa la solidarietà del sindaco Crecchi. «Si sono superati pericolosi limiti di guardia - dice Crecchi-. Non possiamo più sottovalutare il comportamento immorale di chi confonde la legittima contestazione con l'offesa e la denigrazione delle persone, come anche sulle pubbliche piazze ha fatto chi addirittura esplicitamente si esprime con la parola odio». E prosegue: «Non possiamo ignorare l'asprezza di un dibattito istituzionale che è sempre democraticamente salutare quando non esce dal confronto tra le diverse valutazioni politico amministrative mentre è oggettivamente deprecabile e pericoloso quando sconfina, come è accaduto, nella esagerata personalizzazione fino all'espressione di giudizi pesanti e fuori misura sui profili personali di assessori e colleghi consiglieri». Crecchi fa un richiamo alle parti. «Tutto questo rischia di allontanarci dai canoni consolidati della legittima e plurale libertà di espressione e concede humus e spazio a gesti ed eccessi inqualificabili».

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