Il Tirreno

Pontedera

L’inaugurazione a Fornacette. È stata intitolata all’ex presidente del Credito Cooperativo James Andreotti

Una sala conferenze nell'ex fornace Leoncini

Jacopo Paganelli
Il taglio del nastro per la inaugurazione della nuova sala conferenze del Comune
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Il taglio del nastro per la inaugurazione della nuova sala conferenze del Comune

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 CALCINAIA. È stata intitolata a James Andreotti, presidente della Banca di Fornacette dal 1985 al 2009. Ed è grande 220 metri quadri, con gli infissi realizzati nel legno originale appartenente alla vecchia dotazione. È la nuova sala conferenze del Comune di Calcinaia.  È stata ricavata all'interno della ex fornace Leoncini, in piazza Kolbe a Fornacette. All'inaugurazione erano presenti i vertici della banca, Benigni e Paoli, il sindaco Lucia Ciampi, il vicesindaco Gonnelli, l'assessore provinciale Picchi e il consigliere regionale Ferrucci. Tanta la commozione che si è respirata in sala quando Benigni, con la voce tremante, ha ricordato la figura di James davanti ai parenti e alla vedova.  L'intervento si situa nella ristrutturazione del plesso (660 metri quadri coperti per un importo di 1,5 milioni) che ospitava gli uffici della fornace Leoncini, fondata nel 1908 nell'allora propaggine del comune di Cascina. «Propaggine passata nel 1929 a Calcinaia con un decreto regio», ha ricordato il sindaco. Davvero singolari le modalità dell'acquisizione. Chiusa l'attività imprenditoriale della fabbricazione dei laterizi nel 1982, l'insieme degli edifici fu abbattuto per fare posto all'attuale piazza. «Lo spazio in cui ci troviamo fu invece dato dall'allora Superal al Comune in cambio dello spazio necessario alla sua attività. E poi il Comune, in permuta della sala, ha ceduto l'edificio ai privati», entra nel merito l'architetto Turchi. «Nel complesso ci sono 6 appartamenti e molte attività, fra cui un'agenzia immobiliare e una gelateria. Ma tutti coloro che ne usufruiscono non pagano alcuna tassa sul proprio fondo, in quanto l'immobile è considerato monumentale. In compenso però gli usufruttuari hanno l'obbligo del mantenimento. È stata solo la sinergia fra pubblico e privato che ha permesso che i locali, da tempo fatiscenti e messi per ben 3 volte all'asta invano, siano stati tirati a lucido». Gli arredi sono stati forniti dalla Banca di Fornacette, mentre i quadri da artisti del calibro di Paolo Grigò e Laura Venturi. «Il restauro che abbiamo operato è totalmente conservativo - riprende l'impresario edile Matteo Martino - anche se sono stati necessari alcuni interventi strutturali. Come tiranti di sicurezza interni per via della pendenza che si era accumulata».

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