La protesta
Campi d'Era, pronto il progetto per il nuovo quartiere della città Ci scommettono ben 120 famiglie
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La zona interessata dal progetto del consorzio Campi dEra Una mega lottizzazione all'interno di un grande parco attrezzato dotato di piste ciclabili e di alcuni parcheggi scambiatori
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PONTEDERA. Li chiamano Campi d'Era e in effetti ad un primo, frettoloso sguardo, non si vede altro che una distesa piuttosto ampia di terra. Qualche casa qua e là e ciuffetti d'erba. Ma questo spicchio di Pontedera racchiuso tra viale Europa, via delle Colline e la ferrovia diventerà il fiore all'occhiello di almeno 120 famiglie. 120 proprietari che credono nel nuovo look di questa zona. Ci sperano e si costituiscono in Consorzio per inventare il quarto quartiere della città della Vespa. «È un progetto sobrio, non invasivo - spiega Francesca Franchi, coordinatrice del pool di esperti a capo del piano urbanistico, di cui fanno parte anche Graziano Massetani, Maurizio Castellani e Leonardo Taccini - che privilegia il rapporto con il verde e che attribuisce a questa porzione di territorio che si incunea nella città, il compito di connettere il centro strutturato con la campagna delle zone de Il Romito e delle Castelline se non addirittura di Montecastello, passando attraverso il parco del lago della Fornace». L'obiettivo originario era quello di mettere in sicurezza l'area dal punto di vista idraulico ma oggi il Consorzio guarda oltre e aggiunge all'utile il dilettevole. «La zona si trasformerà in un parco di 22 ettari che avrà un duplice scopo. Non solo sarà una cassa di accumulo per le acque di esondazione, ma modificherà la vocazione del quartiere». L'equazione è chiara: più verde, più spazi vivibili per i cittadini. «Il parco - continua Franchi - di gran lunga più grande di quelli attualmente esistenti a margine di Pontedera, avrà il compito di conservare l'essenza di questa località appartenente al mondo agricolo, ma sarà anche un immenso prato, con zone ombreggiate, dove potranno trovare giusta collocazione tutte le attività di svago che non presuppongono insediamenti complessi ma che fanno della semplicità della natura l'elemento centrale di interesse». E non solo. La rivoluzione annunciata prevede piste ciclabili studiate al dettaglio «che costituiranno una fitta trama di legami da sviluppare lungo la ferrovia», più di 100 lottizzazioni che nasceranno alle spalle del mega giardino, formate da edifici di 2 piani e mansarda, un paio di parcheggi scambiatori, magari a più livelli, e un luogo da adibire ad uffici. Nel futuro del quartiere ci sono poi ipotesi di collegamento con i laghi Braccini, attraversando il piccolo ponticello vicino al tiro a segno, e soprattutto con il salotto buono di Pontedera. Stavolta si tratterebbe di una sorta di quarto ponte o passerella all'avanguardia, da percorrere a piedi o in bici, che da questo fazzoletto di terra potrebbe portare direttamente alla Montagnola. E il sindaco Simone Millozzi, a conti fatti e con un'idea certosina, quasi definita nei minimi particolari, scritta nero su bianco, non può nascondere la soddisfazione. «È positivo - chiosa il primo cittadino - che il piano di lottizzazione si stia concretizzando e trovi il consenso e l'adesione di così tante persone. Questo significa che la realizzazione del comparto procederà spedita e ribadisce una volontà di scommettere sullo riqualificazione della città che ci ha sempre trovato d'accordo».
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