Il Tirreno

Pontedera

Tirata d'orecchie a Poste Italiane

Giacomo Pelfer
Il sindaco Osvaldo Ciaponi
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Il sindaco Osvaldo Ciaponi

Ai sindaci promessa una maggiore attenzione per eliminare disagi e ritardi

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 SANTA CROCE. Alla fine, c'era da scommetterci, una parte delle colpe se le dovranno assumere i cittadini: cassette della posta inesistenti, cognomi errati o illeggibili. Insomma, piccole superficialità che complicano il lavoro dei portalettere. E' questa una delle giustificazioni che i dirigenti di Poste hanno portato al tavolo di confronto con i Comuni del Valdarno per spiegare disservizi e ritardi nella consegna della corrispondenza.  L'incontro, richiesto dei cinque sindaci del comprensorio, si è tenuto negli uffici comunali di Santa Croce. Presenti il primo cittadino Osvaldo Ciaponi, il vicesindaco di Montopoli Giovanni Capecchi, il consigliere Luigi Possenti per Santa Maria a Monte, l'assessore Gianluca Bertini di San Miniato e il consigliere Francesco Lupi. In rappresentanza di Poste Italiane c'erano la direttrice provinciale Susanna Iervasi, la responsabile recapito per l'area costiera Maria Cotardo e Luca Frosali dell'ufficio di Santa Croce. «Abbiamo fatto il punto della situazione - racconta Ciaponi -. I dirigenti di Poste hanno sottolineato di avere un'attenzione particolare per questa zona, che conta 90mila abitanti e 10mila aziende». Diciotto in tutto gli uffici postali del Valdarno, con oltre 50 portalettere, 5 persone assunte di recente a tempo indeterminato e l'attivazione di uno nuovo sportello all'ufficio di Santa Croce (attivo fino alle 18,30 più il sabato mattina) per il ritiro delle raccomandate ma anche per chiarimenti e reclami. «Allo stesso tempo - riprende il sindaco - i dirigenti si sono anche lamentati delle cassette della posta, spesso inesistenti o con cognomi sbagliati. Stanno pensando d'inviare una lettera ai cittadini per invitarli a mettersi in regola. Altrimenti, dicono, per ragioni di privacy, i portalettere non sono autorizzati a lasciare la posta».  Privacy che viene invece ignorata quando, come spesso accade, la corrispondenza di un'intera strada viene depositata in un'unica cassetta e delegata alla buona volontà dei cittadini. «Ormai Poste è una Spa - prosegue Ciaponi - e come tale, ci hanno spiegato, riceve una remunerazione dallo Stato che è troppo bassa per finanziare tutti i costi dei servizi tradizionali, che vengono coperti anche con risorse derivanti da servizi finanziari. Per il futuro, i dirigenti di Poste stanno pensando anche di organizzare incontri con aziende e pensionati per illustrare strumenti come il Bancoposta o i servizi online, che permetterebbero di alleggerire le code agli sportelli. In conclusione, credo sia stato un incontro costruttivo: il tavolo resterà aperto per un monitoraggio continuo. Poste ci ha invitato a riferire costantemente proteste e segnalazioni dei cittadini».

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