Il Tirreno

Pontedera

Il presidente della Belvedere Spa replica: «L’accanimento personale è vile e contro la democrazia»

Scritte offensive anti-Macelloni alla discarica

Il presidente della Belvedere Renzo Macelloni
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Il presidente della Belvedere Renzo Macelloni

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 PECCIOLI.Scritte offensive contro il presidente della Belvedere Spa, Renzo Macelloni, sono apparse a Peccioli dopo il volantino dei giorni scorsi in cui non erano mancate altre affermazioni che niente hanno a che fare con la dialettica politica e il confronto delle idee.  La risposta di Macelloni non si fa attendere. «La contestazione e l'opposizione esauriente e ben strutturata sono sempre costruttive e ci aiutano a crescere, l'accanimento personale è vile e antidemocratico», dice il presidente della Belvedere Spa. La società che gestisce la discarica di Legoli, d'intesa con le istituzioni, regionali e provinciali, ha presentato un progetto di ampliamento per l'impianto di smaltimento rifiuti del Comune di Peccioli. Un ampliamento annunciato a più riprese e presentato anche durante la campagna elettorale del 2009.  Nel momento in cui si è giunti alla presentazione del progetto si è attivata, però, da parte di uno o più comitati, una forte opposizione. «Sono state messe in campo una serie di iniziative e, in alcune di queste, si è sicuramente esagerato coi toni, giocando espressamente sull'emotività dei cittadini; alimentando paure inesistenti e scenari apocalittici basati su informazioni false e tendenziose, accompagnati da alcuni eccessi caratteriali», dice Macelloni.  «Oggi dalla lecita contestazione siamo passati alla personale intimidazione. A tal proposito da parte mia credo sia giusto e doveroso richiamare l'attenzione su due episodi: uno avvenuto mercoledì sera durante l'iniziativa pubblica del Comitato Alta Valdera svoltosi a Fabbrica di Peccioli, durante il quale una persona molto impegnata nella contestazione, è intervenuta manifestando pubblica professione di odio nei miei confronti con una veemenza davvero sconcertante».  L'altro episodio è avvenuto ieri. Su un enorme cartello all'ingresso della discarica c'erano scritte «offensive e intimidatorie rivolte alla mia persona. Credo che chi è promotore di una legittima contestazione debba operarsi senza indugi per ricondurre il dibattito all'interno di un clima democratico, sostenibile e pienamente rispettoso delle persone e della civica educazione». Certo non saranno le provocazioni o le intimidazioni a bloccare il progetto che piace sia alla Regione che alla Provincia.

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