Il Tirreno

Pontedera

Il direttivo diventa una festa: cori, bandiere e cartelli per il sorpasso Cisl sulla Cgil

Un momento del direttivo provinciale della Fim di ieri mattina
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Un momento del direttivo provinciale della Fim di ieri mattina

Piaggio: grande soddisfazione alla Fim per il risultato ottenuto il calo degli iscritti fa invece masticare amaro gli aderenti Fiom

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 PONTEDERA. "Ale, ohooo!!" e poi bandiere e "v" di vittoria con uomini e donne disegnate a bordo di scooter e una scritta esplicativa: "Fim-Cisl primo sindacato". Il clima al direttivo della sigla divenuta quella con maggiori iscritti alla Piaggio è quasi simile al cartoon preparato per l'occasione. Sorrisi, applausi, pacche sulle spalle. «C'è soddisfazione per il risultato ottenuto», dicono tutti, anche se «adesso arriva il difficile».  Il monito del segretario provinciale Cisl Gianluca Federigi, che richiama la scadenza della fine dell'anno per il rinnovo dell'integrativo, non fa calare l'entusiasmo, perché tutti sanno bene che una manciata di tessere in più non significa la fine dei problemi in fabbrica. «Serve unità, perché i risultati del sindacato sono direttamente proporzionali al livello unitario che riesce a raggiungere», sottolinea Fiorenzo Salvadori, che poi aggiunge: «Quando mi hanno detto del sorpasso sono rimasto un po' così. Contento per il mio sindacato di cui sono stato segretario per 25 anni, ma anche pensieroso. Agli operai serve unità e la politica portata avanti dalla Fiom in questi anni è un evidente errore». Al direttivo c'è anche chi dalla Fiom è uscito per arrivare in Fim. «Ho dato le dimissioni - racconta Davide Belcari - chiarendomi con i miei responsabili. Dalla Fiom ho imparato a fare il sindacalista in fabbrica. Però le critiche che Fiom riceve sono vere. In Fim consideriamo lo sciopero come ultima soluzione, mentre in Fiom prima fanno sciopero e poi discutono».  Quasi una previsione, quella di Belcari, perché nel pomeriggio arriva la notizia di due ore di sciopero a fine turno ieri sera e lunedì indetto da Fiom. «Per non darci risposte sui tempi di lavoro e sulle condizioni lavorative in Piaggio, l'azienda indice le riunioni e se ci siamo noi le annulla. Per questo scioperiamo», annuncia Angela Recce.  Insomma, non se ne esce e in mezzo ci sono gli operai che davanti allo stabilimento aspettano di rientrare a lavoro dopo la pausa pranzo. «I sindacati in Piaggio ci sono e si presentano, ma noi non ne facciamo parte, perché abbiamo contratti a termine e scioperare significherebbe farci togliere soldi dalla busta paga, ma soprattutto mettersi in cattiva luce con l'azienda», spiegano due ragazzi di 20 anni periti tecnici in Piaggio per pochi mesi. I soliti capannelli di lavoratori, la consueta reticenza a esporsi, sintomo di un clima poco piacevole. «Sono di Fiom da sempre - dice un'operaia alla soglia della pensione - e il sorpasso di Fim me lo spiego con il fatto che le altre sigle sindacali sono accondiscendenti con i padroni, mentre i nostri cercano di ottenere condizioni migliori per noi».  Un altro accusa Fim di promettere buoni posti ai giovani in cambio della tessera, ma i numeri son quelli: 450 iscritti da giugno 2010 allo stesso mese di quest'anno con un +6% d'incremento. «Il sorpasso è avvenuto perché molti hanno strappato le tessere davanti ai continui litigi dei sindacati», dice scuotendo la testa grigia un operaio di lungo corso prima di tornare al lavoro.

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