Il Tirreno

Pontedera

Alle prese con la beffa dei rifiuti

Giacomo Pelfer
La raccolta dell’organico
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La raccolta dell’organico

Arriva il "porta a porta", ma la Tarsu è aumentata del 25% in due anni

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 SANTA CROCE. «Vi dico che è una beffa, la più grande beffa del secolo: ci fanno fare un lavoro in più e ci aumentano pure del 15% la tassa sui rifiuti».  La signora in prima fila, tutta inviperita, commenta così l'imminente attivazione della raccolta porta a porta dei rifiuti sull'intero territorio di Santa Croce. Se n'è parlato l'altra sera alla saletta Paris di via Turi, per la prima assemblea del Comitato civico per la tutela dell'ambiente e dei cittadini, nato nelle scorse settimane proprio per contestare modalità e costi del nuovo servizio: dagli oneri richiesti da Geofor fino ai piccoli e grandi problemi che famiglie e aziende si troveranno ad affrontare. «Con il porta a porta - ha spiegato Giulia Carli, presidente del comitato - il Comune conta di raggiungere il 65% di differenziata. Ma si tratta solo di un'aspirazione: in realtà è mancato un piano di fattibilità che tenesse conto della situazione abitativa. Pensiamo soprattutto a chi vive nei condomini e non ha a disposizione garage o terrazzi per ospitare i mastelli, i contenitori per la raccolta che saranno forniti alle famiglie. Senza dimenticare il centro storico, dove la maggior parte delle abitazioni, spesso sovraffollate, non hanno spazi adeguati. Su certe problematiche c'è stata troppa superficialità».  A spaventare è soprattutto l'idea di tenersi in casa l'organico, che sarà raccolto due volte a settimana. «Non siamo contro il porta a porta - precisa la segretaria del comitato Roberta Caponi - ma non ci convince questa soluzione che non tiene conto dei nostri problemi. Soprattutto per le donne sarà un impegno quotidiano in più. E tutto questo senza prevedere alcun effetto premiante per i cittadini».  È questo il punto chiave di molti interventi: il fatto di dover accettare l'aumento della Tarsu (+25% in due anni) senza prevedere incentivi per chi differenzierà di più e meglio. Altri, poi, puntano il dito sulla campagna informativa: «Mancano solo due mesi, troppo pochi per informare a dovere i cittadini. Forse era meglio partire con una fase sperimentale». Marco Rusconi e Metteo Bachini del comitato provano invece a fare i conti in tasca a Geofor, che ha richiesto al Comune 460mila euro per il noleggio dei 15 mezzi necessari. «Troppi - dice Rusconi -, se si considera che gli stessi mezzi hanno un costo complessivo di 886mila euro. Ipotizzando di acquistarli con un finanziamento di 7 anni, e considerando i costi di carburante e manutenzione, si arriva ad una spesa massima di 250mila euro l'anno. E' questa la cifra che Geofor dovrebbe chiedere al Comune. Senza contare che nel piano economico si parla di 2.800 tonnellate in meno di indifferenziato, che dovrebbero corrispondere ad un risparmio di 336mila euro (120 a tonnellata). Nel piano di Geofor, invece, si parla solo di 140mila; e nessuno ci ha ancora spiegato perché».

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