La manifestazione
Siamo divoratori di medicine
Paola Silvi
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Linterno di una farmacia; a sin. il direttore generale Asl Rocco Damone La spesa farmaceutica schizza sopra la media regionale
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PONTEDERA. Tanti punti di forza e pochi di debolezza. Nascoste fra le luci però ci sono un paio di ombre che si allungano e appannano gli ottimi risultati dell'Asl 5. Ci sono la spesa farmaceutica più elevata della media regionale e lo scarso ricorso ai vaccini anti-influenzali. A rivelarlo è una complessa fotografia fatta di indicatori di valutazione che hanno monitorato le aziende ospedaliere e sanitarie della regione. Si chiama "Report delle performance della sanità toscana" e rappresenta lo strumento per misurare la qualità del sistema. Lo studio, realizzato dal Laboratorio Mes (Management e Sanità) della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, incorona da una parte la nostra azienda sanitaria ai primi gradini del podio, insieme a Empoli e Viareggio, ma dall'altra individua alcune perplessità da superare. I criteri di valutazione del report sono analizzati secondo 6 dimensioni di sintesi, come la capacità di perseguimento delle strategie regionali, lo stato di salute della popolazione, l'efficienza operativa, la valutazione esterna, quella interna e la socio-sanitaria, e poi ulteriormente semplificate in 50 indicatori. Sono questi ad essere riportati su una specie di bersaglio con cinque colori che misurano la prestazione: dal rosso (molto preoccupante) al verde scuro (ottima). E la nostra Asl centra il bersaglio con 22 buoni motivi ma scivola su una tendenza divoratrice di pillole, pasticche e sciroppi di turno che fa riflettere il direttore generale Rocco Damone. «I principali indicatori di spesa farmaceutica registrati in Valdera sono in linea con la media regionale. Ma se le uscite economiche risultano in equilibrio - spiega il direttore - e l'azienda sanitaria in salute, il numero delle ricette farmaceutiche sale, soprattutto nell'Alta Valdicecina, complice anche una più alta percentuale di popolazione anziana. E trova così puntuale conferma nell'incremento delle dosi prescritte». Se insomma sulla salute non si discute, il nodo da sciogliere riguarda la crescita del consumo di medicinali. Se da una parte spendiamo meno per curare i nostri disturbi perché il medico dovrebbe consigliare il generico che ha un costo più contenuto rispetto al farmaco di marca e perché il valore delle ricette è piuttosto basso, dall'altra ricorriamo ad un uso, a volte eccessivo, di ritrovati sintetici. «Stiamo lavorando - conferma Damone - per incentivare il rapporto con i medici di medicina generale e gli specialisti. Abbiamo attivato tavoli di confronto con scadenza periodica che non supera mai i 2 mesi e abbiamo esteso i controlli su tutta la filiera sanitaria». Il problema però, al di là delle patologie croniche legate all'invecchiamento, sembra concentrarsi sulle abitudini socio-culturali dure a morire. Abbandonate le classiche cure della nonna come il latte caldo o il miele, nessun malato oggi si permette più qualche giorno di riposo sotto le coperte. E se, come si evince dall'analisi del Mes, i pazienti dell'Asl 5 sono restii a ricorrere ai vaccini contro l'influenza, ad un primo mal di gola scatta la ricetta rossa con la medicina da assumere ogni 12 ore. Un paradosso che spinge l'Asl a correre ai ripari. «Intanto abbiamo aperto una farmacia di nostra gestione - aggiunge Damone - all'interno dell'ospedale di Cisanello, nell'unica zona dove mancava, e vi indirizziamo gli utenti appena dimessi o dopo visite ambulatoriali. Il risparmio sui farmaci, grazie alla cosiddetta consegna diretta, si aggira sul 50% per il sistema. Poi, subito da settembre, in accordo con i medici, riprenderemo la campagna in favore delle vaccinazioni che preservano i soggetti a rischio da complicazioni e ricoveri impropri».
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