Proteste
E' nata la Doc "Terre di Pisa": festeggiano 15 comuni
Il Comitato Nazionale Vini ha espresso parere favorevole al riconoscimento della nuova Doc Terre di Pisa per i comuni di Fauglia, Crespina, Lari, Chianni, Capannoli, Palaia, Peccioli, Terricciola, Casciana Terme, Ponsacco, Pontedera, Montopoli, Lajatico, San Miniato e Lorenzana
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Il Comitato Nazionale Vini ha espresso parere favorevole al riconoscimento della nuova Doc Terre di Pisa per i comuni di Fauglia, Crespina, Lari, Chianni, Capannoli, Palaia, Peccioli, Terricciola, Casciana Terme, Ponsacco, Pontedera, Montopoli, Lajatico, San Miniato e Lorenzana. La denominazione nasce dopo quasi 10 anni di confronto tra aziende che intendevano valorizzare le proprie migliori produzioni non dichiarabili in etichetta se non come Igt. Vini che esprimono il valore di un territorio tra il Chianti fiorentino-senese e la costa bolgherese, ma senza una denominazione comune che ne riassumesse i caratteri qualitativi. Alcuni sono a base Sangiovese; altri nascono da un melange di vitigni internazionali sulla base dei diversi "terroirs" e delle diverse scelte imprenditoriali. Due le tipologie previste dal disciplinare: "Terre di Pisa Rosso", a base di Sangiovese, Syrah, Cabernet Sauvignon e Merlot da soli o congiuntamente dal 20% al 70%, più altre uve autorizzate in Toscana fino al 30%; e "Terre di Pisa Sangiovese", da Sangiovese minimo al 95%, più altri vitigni autorizzati in Toscana fino al 5%. Per entrambe le tipologie: affinamento minimo 16 mesi, di cui un anno in legno e 4 in bottiglia; nuovi impianti con minimo 4.500 ceppi/ha e con resa massima di 85 qli/ha. I produttori potenziali sono un centinaio anche se, almeno inizialmente, è ipotizzabile che si iscrivano alla nuova denominazione (sin dalla vendemmia 2011) circa 30-40 aziende. Gli ettari di vigneto potenzialmente iscrivibili sono tra 1.000 e 1.500; la produzione massima potenziale può arrivare a 80mila ettolitri per una produzione di circa 300mila bottiglie (in commercio dal 2013).
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