Finanza
Comprende 15 comuni e si potrebbe arrivare a produrre 300mila bottiglie di rosso a base Sangiovese
E' nata la Doc "Terre di Pisa"
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Un grosso risultato per il vino made in Pisa Ci sono voluti 10 anni ma rappresenta il riconoscimento a un territorio
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CRESPINA. Il Comitato Nazionale Vini ha espresso parere favorevole al riconoscimento della nuova Doc Terre di Pisa per i comuni di Fauglia, Crespina, Lari, Chianni, Capannoli, Palaia, Peccioli, Terricciola, Casciana Terme, Ponsacco, Pontedera, Montopoli, Lajatico, San Miniato e Lorenzana. La denominazione nasce dopo quasi 10 anni di confronto tra aziende che intendevano valorizzare le proprie migliori produzioni non dichiarabili in etichetta se non come Igt. Vini che esprimono il valore di un territorio tra il Chianti fiorentino-senese e la costa bolgherese, ma senza una denominazione comune che ne riassumesse i caratteri qualitativi. Alcuni sono a base Sangiovese; altri nascono da un melange di vitigni internazionali sulla base dei diversi "terroirs" e delle diverse scelte imprenditoriali. «La nuova Doc Terre di Pisa - afferma l'assessore provinciale allo Sviluppo rurale Giacomo Sanavio - rappresenta un importante riconoscimento del lavoro e degli investimenti nel tempo dai nostri vignaioli, nella ricerca di produzioni di qualità, colmando un vuoto di quasi 30 anni. Il vino, come tutti i prodotti dell'agricoltura, "racconta" un territorio: la nuova Doc ne è testimonianza e costituisce uno strumento aggiuntivo di valorizzazione del legame col territorio. Con essa - prosegue Sanavio - si rafforzano inoltre gli spazi della promozione, anche con l'ausilio della Strada del vino delle Colline Pisane, e della commercializzazione delle produzioni da parte di aziende e consorzi, in una positiva sinergia tra pubblico e privato». Due le tipologie previste dal disciplinare: "Terre di Pisa Rosso", a base di Sangiovese, Syrah, Cabernet Sauvignon e Merlot da soli o congiuntamente dal 20% al 70%, più altre uve autorizzate in Toscana fino al 30%; e "Terre di Pisa Sangiovese", da Sangiovese minimo al 95%, più altri vitigni autorizzati in Toscana fino al 5%. Per entrambe le tipologie: affinamento minimo 16 mesi, di cui un anno in legno e 4 in bottiglia; nuovi impianti con minimo 4.500 ceppi/ha e con resa massima di 85 qli/ha. I produttori potenziali sono un centinaio anche se, almeno inizialmente, è ipotizzabile che si iscrivano alla nuova denominazione (sin dalla vendemmia 2011) circa 30-40 aziende. Gli ettari di vigneto potenzialmente iscrivibili sono tra 1.000 e 1.500; la produzione massima potenziale può arrivare a 80mila ettolitri per una produzione di circa 300mila bottiglie (in commercio dal 2013).
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