Finanza
«Nessuna condanna: è un accordo»
L'Unione Inquilini replica sulla vicenda del volantino "riparatore"
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CASTELFRANCO. Alle dichiarazioni rilasciate ai giornali sul fatto che l'Unione Inquilini sarebbe stata condannata dal Tribunale di Pisa per la diffusione, nella prima settimana di aprile, di un proprio volantino contro il progetto del pirogassificatore della Waste Recycling, la stessa Unione Inquilini tiene a precisare alcuni aspetti. «L'Unione Inquilini - afferma l'avvocato Luca Scarselli - non è stata condannata da nessun giudice, non è stata obbligata da nessun giudice alla diffusione di alcun volantino "di riparazione", nessun giudice ha ritenuto che le affermazioni presenti nel volantino fossero false. Oltretutto, l'Unione Inquilini non ha dovuto pagare nessuna ammenda e/o sanzione, c'è stato solamente un accordo, alla pari, tra Waste Recycling ed Unione Inquilini in cui le parti si sono fatte reciproche concessioni per la diffusione di soli 500 volantini. Il contenuto del volantino è stato previamente accordato con l'Unione Inquilini. Non solo, la somma al cui pagamento sarebbe stata condannata l'Unione Inquilini è di soli 100 euro, ma non è il risultato di alcuna condanna, ma solamente del suddetto accordo. La somma di 100 euro è stata bonariamente concessa dall'Unione Inquilini all'unico scopo di chiudere definitivamente la questione. Oltretutto, la suddetta somma è stata data anche a tacitazione di qualsiasi eventuale e futura pretesa, anche risarcitoria, della società. Non solo, si ricorda come l'accordo abbia previsto la compensazione delle spese giudiziarie, il che significa che la società si è dovuta pagare il proprio legale ed anche le stesse spese giudiziarie, come la notifica ed il contributo unificato (187 euro in questo caso). Sul fatto che la società abbia devoluto 100 euro in beneficenza si ricorda che l'Unione Inquilini è un'associazione di volontariato ed ogni giorno, ogni mese e per tutto l'anno, fa beneficenza. Infine, si vuole sottolineare come l'Unione Inquilini, in un periodo di crisi economica, sfratti e lotta per il diritto alla casa, abbia ritenuto più utile che il proprio ufficio legale si occupasse di altre questioni».
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