Proteste
Allarme degrado per i monumenti
Gianni Rosini
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La statua del Santissimo CrocifissoTroppi i casi di cattiva manutenzione che non rendono onore a San Miniato
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SAN MINIATO. «Ma il Canapone non era mica di origini africane?». Inizia così, quest'inverno, con una battuta sarcastica, la civile denuncia da parte di un gruppo di cittadini sulla situazione di degrado e mancata manutenzione di alcuni monumenti del centro storico. In quel caso l'attenzione era concentrata tutta sulla scultura al centro di piazza Buonaparte, ma facendo un giro per le vie del paese ci si può rendere conto di quanto il problema sia diffuso. Partendo dall'estremità ovest di San Miniato e attraversando il piccolo borgo medievale verso est è possibile imbattersi in diversi casi simili a quelli della celebre statua. Se entriamo nel cortile della chiesa di Santa Maria al Fortino, vicino alle scuole, noteremo che, appoggiato su un lato dell'edificio e sfregiato da scritte, c'è il piano d'appoggio di un altare in pietra che potrebbe ancora essere consacrato. Percorrendo l'unica via che attraversa il paese, troviamo palazzi molto curati come Palazzo Grifoni, sede della Fondazione Crsm, e altri meno, con le facciate che, spesso, avrebbero bisogno di un "ritocchino". Arrivando ai giardini storici di San Miniato, nati addirittura nel 1883, ci troviamo di fronte ad un altro esempio di cattiva manutenzione delle ricchezze del territorio. Questi giardini, oltre a rappresentare uno degli angoli storici di San Miniato, sono il punto di ristoro dal caldo estivo sia per gli abitanti del paese, sia per i turisti. La situazione in cui si trovano, però, non gli rende giustizia. Da anni i cittadini si lamentano delle condizioni in cui si trova l'area verde più grande del paese, con tubi dell'acqua in bella vista in mezzo alle aiuole e siepi che, quando non sono seccate, si ritrovano soffocate dalle erbacce. Proseguendo la strada che passa di fronte al palazzo comunale non si può non imbattersi nella splendida scalinata del Santissimo Crocifisso, con le sue statue che fanno da contorno. Peccato che gli angeli in cotto dello scultore fiorentino Luigi Pampaloni non abbiano più, da almeno 30 anni, le braccia e le mani nelle quali impugnavano lunghe trombe. Il giro turistico di San Miniato si conclude di nuovo in piazza Buonaparte, dove gli esempi più eclatanti del degrado dei monumenti cittadini sono la chiesa di San Rocco, che sta letteralmente cadendo a pezzi, e il Canapone. Proprio la statua oggetto dell'ultima segnalazione da parte della cittadinanza dà subito nell'occhio per gli evidenti segni di annerimento (in origine era bianca) causati dallo smog delle auto e da una mancata pulizia della sua superficie. Il centro storico di San Miniato è sempre stata una grande attrazione per turisti provenienti da tutto il mondo, ma questa tendenza è destinata a cambiare rotta se non verrà ridata vita ai monumenti e ai musei del paese.
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