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Sarabanda, l'ultimo lavoro di Bergman
In scena, venerdì 22 in piazza Duomo, Lojodice, De Francovich e Lazzareschi
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SAN MINIATO. Grande attesa per l'ultimo lavoro del maestro svedese Ingmar Bergman, Sarabanda, il testo scelto per l'opera principale della LXV Festa del teatro di San Miniato, venerdì 22. Il Dramma è nato nel 1947 dal fervore di un gruppo d'intellettuali sanminiatesi, decisi ad affermare, nel clima ancora turbato del primo dopoguerra, la presenza di una drammaturgia d'ispirazione cristiana, e ancora oggi rappresenta un'esperienza di grande importanza culturale. La messa in scena di Sarabanda è frutto della coproduzione tra la Fondazione Dramma Popolare di San Miniato ed il Teatro Metastasio Stabile della Toscana che hanno firmato un accordo triennale che prevede, appunto, la realizzazione a partire dalla prossima estate di progetti comuni. Una collaborazione che pur lasciando intatte le singolarità progettuali possa mettere in comune esperienze importanti come quella del Metastasio, che si distingue da sempre per la ricerca di un teatro rigoroso dal punto di vista culturale, e quella della Fondazione Dramma Popolare di San Miniato che è il più antico festival di produzione d'Italia, oggi sempre operoso grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato. Sarabanda, quello che è stato definito "il capolavoro degli addii" di Bergman, sarà l'opera d'esordio di questa collaborazione teatrale tutta toscana. In scena, con la regia di Massimo Luconi, tra gli altri, ci saranno 3 grandi attori come Giuliana Lojodice (nella foto), Massimo De Francovich, Luca Lazzareschi. Sarabanda è uno spietato affresco delle relazioni parentali, un dramma di rimpianti, rimorsi, rancori che si muovono sulla scena come quella danza lenta e malinconica che dà il titolo all'opera e nella quale avviene l'ultimo confronto degli stessi personaggi, ma più crudeli e maturi, di Scene di un matrimonio. In questo capolavoro ci sono tutte le cose importanti che Bergman si porta dietro nella sua opera: il mistero, la vita, la morte, la ricerca di Dio. La riduzione teatrale di Sarabanda in prima esecuzione assoluta per il teatro italiano, conserva quasi integralmente la sceneggiatura originale basandosi su una drammaturgia che scritta per la macchina da presa è perfetta nei ritmi e nelle scansioni teatrali, con un linguaggio limpidissimo che è nello stesso tempo altissima letteratura e imponente sguardo morale sulla solitudine della nostra società. Firma le scene Daniele Spisa con Massimo Luconi, mentre i costumi sono di Sabrina Chiocchio. In piazza Duomo alle 21,30.(Info tel. 0571 400955). La Festa del Teatro è stata aperta lo scorso 6 luglio da Le Jongleur de Notre Dame, una coproduzione tra Fondazione Dramma Popolare di San Miniato e Festival Anima Mundi. Altri spettacoli, programmati all'Auditorium di San Martino: Chàris (8 luglio); Qohélet (11 luglio); Il Re David (13 luglio); Sacrum Facere (15 luglio); Le ultime sette parole di Cristo (18 luglio).
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