Sicurezza
La storia. Agricoltori per scelta: Francesco e Davide e la loro nuova occasione di lavoro
Dopo la laurea, il ritorno alla terra
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Francesco Stabile ha scelto di fare il contadino per passione 3 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Sotto il segno dell'agricoltura. Ritorno alla terra ma spesso con il diploma o la laurea appesa al muro del magazzino degli attrezzi. Consapevoli che il colpo di fulmine dell'ettaro da coltivare potrebbe diventare un'occasione di lavoro. Non è solo il sogno di una vita bucolica. Al di là dei sentimenti new age, si torna alla terra per mangiare meglio di prima e magari dare un futuro a se stessi e ai propri figli. Per il momento sono ancora a metà strada. Non hanno lasciato la loro professione ma hanno inventiva e voglia di impegnarsi. Intenzioni serie e speranza di far sbocciare le loro ambizioni che vanno di pari passo alle zucchine, ai pomodori dell'orto e agli animali da allevare. Francesco Stabile ha 23 anni, fa il muratore ma da quando ne aveva 17, appena sceso dall'impalcatura di turno, va ai suoi 3mila metri quadrati di terreno. La fattoria ospita conigli, galline, piccioni, tartarughe d'acqua, papere, ogni specie di piccoli volatili. Fin da bambino gli animali sono stati la sua passione. «Ho scoperto questo amore - racconta Francesco - durante le estati trascorse in Sicilia fra i cavalli». Quando varca i confini della proprietà alla Capannina di Cevoli si sente a casa, in perfetta sintonia con la natura. «La terra - spiega - nasconde in un certo senso il desiderio di cambiar vita, di recuperare un rapporto corretto tra l'uomo e l'ambiente circostante. Per ora non penso al commercio o al mercato. Allevo animali per me e la mia famiglia». Nel futuro Francesco vorrebbe ampliare le proprie attività, ingrandirsi e trasformarsi in coltivatore a tempo pieno. E se ha cominciato come hobby farmer vorrebbe veder sorgere un agriturismo. Per Davide Ragoni invece la cura di un fazzoletto di terra è una tradizione di famiglia. Ancorata nel dna. Passata di padre in figlio. Diplomato in ragioneria, lavora part-time in un ingrosso di generi alimentari di Perignano. «Ma appena posso - racconta - mi precipito nei campi perché è un onore stare a contatto con la natura. Perché la terra è onesta. Lei tratta te come te tratti lei». Il piccolo Davide raccoglieva patate e seguiva gli insegnamenti paterni. Oggi è un ventitreenne autonomo e sogna di creare una vera e propria azienda. «I risultati - aggiunge - arrivano piano piano. Chi semina raccoglie e ognuno prende ciò che vuole dal proprio lavoro. Non è vero che i giovani sono scansafatiche e vagabondi». Coltivare con la testa, con le mani e con il cuore è insomma una fra le massime espressioni di creatività. «Peccato però che il settore agricolo - si lascia scappare - non è molto tutelato. Mancano incentivi ed è difficile fare il grande salto da un'agricoltura familiare ad una professionale potendo contare solo sulle proprie forze». E se la passione da sola non basta, come nel caso dell'amica Ilaria, laureata in filosofia, ma amante di semi, piantine, cicli stagionali e aria pura, è pur sempre un inizio. Un po' controcorrente ma lontano dalle solite aspettative legate a tv ocinema. (ps)
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