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Case popolari, ancora in tanti non pagano l'affitto a fine mese Da incassare oltre 300mila euro
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MOROSITÀ Uno scorcio di case popolari a Pontedera Sono ancora molti coloro che alla fine del mese non pagano l’affitto costringendo Apes, Ater e Comuni al recupero obbligatoOgni anno più del 6 per cento non rispetta i canoni Apes, Ater e Comuni sono costretti al recupero coattivo
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PONTEDERA. Migliora la riscossione della morosità degli inquilini delle case popolari nella provincia di Pisa. La Sepi (agenzia del comune di Pisa per il recupero delle entrate evase), ha recuperato nei primi sei mesi dell'anno 141mila euro di morosità consolidata. Un dato in crescita, considerando che nell'intero anno 2010 erano stati recuperati in totale circa 165mila euro, un risultato gia all'epoca superiore agli 89mila euro riscossi nel 2009. Negli ultimi due anni la morosità sul totale emesso, invece, ha raggiunto i 536 mila euro. Nei 3171 appartamenti a canone popolare presenti nella provincia di Pisa vivono attualmente 10.424 persone, le quali devono versare ogni anno all'Apes, l'azienda pisana che si occupa di edilizia popolare, una cifra che si superai quattro milioni di euro annui. A quanto ammonta l'evasione degli affitti? Complessivamente al 6.4% di quanto fatturato, una cifra relativamente bassa vista la difficile congiutura economica. La situazione che emerge dall'analisi dei dati comune per comune, però, si fa molto articolata. In comuni di piccole dimensioni come Casale Marittimo, Casciana Terme, Chianni, Fauglia, Lorenzana, Orciano Pisano, Santa Luce e Terricciola, la percentuale di evasione sugli affitti rimane vicina allo 0%. Ben al di sotto della media anche Palaia (1%), Capannoli (2.3%), Peccioli (2.51%), Crespina (3.1%) e San Miniato (3,1%). A percentuali di molto superiore alla media, invece, si arriva nei comuni di Calcinaia (9.1%), Calci (10.2%), Cascina (10.7%), Castelfranco di Sotto (10.6%), Montopoli Valdarno (10.2%), Montecatini Val di Cecina (13.9%) e Ponsacco (maglia nera con il 18%). Restano in linea Pontedera (6.6%), Santa Croce (6.4%), Lajatico(6.5%) e Lari (6.1%). «Come Apes cerchiamo di muoverci in due direzioni. Per prima cosa comunichiamo alla Sepi la quantità di affitti non pagati e i nominativi degli assegnatari inadempienti. Una volta conclusi i primi accertamenti, procediamo con una seconda fase in cui valutiamo caso per caso chi non paga l'affitto pur avendone la possibilità e chi non riesce a pagare il canone perché si trova in una situazione di grave indigenza. Per i primi possono scattare le procedure di decadenza e le risoluzioni dei contratti; per i secondi ci muoviamo di conerto con i comuni e le società della salute, che possono farsi carica di tutta o di parte della morosità pregressa degli inquilini. La collaborazione con i comuni e le Società della salute ha dato ottimi risultati in realtà come Pisa e San Giuliano; per questo sono in via di attivazione delle intese anche con i comuni della Valdera e del Valdarno inferiore. E' una doppia rete che da un lato agevola il recupero di quanto non pagato, e dall'altro migliora l'assistenza dei casi di disagio sociale più profondo - commenta Lorenzo Bani, presidente dell'Apes - Per venire incontro ai nostrio affittuari abbiamo inserito nel nostro regolamento la possibilità di rateizzare i debiti contratti con il pagamento degli arretrati in 36, 60 e 90 mesi. Questa possibilità di"splamare" i debiti ha probabilmente contribuito ai migliori risultati sul versante del recupero dei crediti. Aver aiutato i nostri affittuari nei pagamenti ed esser riusciti a migliorare il versante dell'entrare è un ottimo risultato in tempi di crisi economica.»
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