Proteste
Lopera, che torna nel romanzo Memoriale del convento è stata realizzata dallo scultore spagnolo Cesar Molina
L'omaggio a Saramago è riciclato
Andrea Lanini
Si chiama Passarola la statua inaugurata al centro 7 Sois in onore del premio Nobel
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PONTEDERA. La "Passarola" ha ali riciclate ma robuste, come si confà a chi, affidandosi alle correnti ascensionali offerte dai lumi della ragione, si pone l'obiettivo di portare lontano la luce dell'intelligenza. Da ieri il suo volo statico, ma sempre in procinto di spiccare, è ancorato al cortile del Centrum Sete Sóis Sete Luas di viale Rinaldo Piaggio. E lì resterà, in onore e in memoria di José Saramago, genio controcorrente, illuminista scomodo, Nobel atipico, che nel suo celebre romanzo "Memoriale del Convento" descrisse la "Passarola", prima macchina volante della storia, innalzandola a inno e metafora della bellezza laica del libero pensiero. Sabato 16 luglio: l'inizio ufficiale dell'edizione 2011 del Festival Sete Sóis Sete Luas. Una serata con Saramago, per Saramago, lo scrittore che, legandosi al Festival, di cui era, assieme a Dario Fo, presidente onorario, si legò anche a Pontedera, che nel 2004 gli offrì la propria cittadinanza. Prima l'inaugurazione del monumento, opera del giovane scultore spagnolo César Molina, che, «utilizzando materiali di scarto - ha detto Paolo Marconcini, presidente di Geofor, che ha sponsorizzato per intero l'acquisto della "Passarola" - ha realizzato la forma più alta possibile di recupero: trasformare oggetti da buttare in un'opera d'arte»; poi la proiezione, in prima nazionale, del docu-film "José e Pilar", realizzato dai produttori di Almodòvar e girato dal regista portoghese Miguel Gonçalves Mendes. Marco Abbondanza, fondatore e direttore artistico del Festival, ha dedicato all'amico scomparso lo scorso anno, pochi mesi dopo la sua ultima visita a Pontedera (si era appena inaugurato il Centrum, e lui, già profondamente minato dal male, aveva voluto esserci), alcuni emozionati ricordi. Dal primo incontro in Portogallo all'adesione generosa del Nobel alla causa della promozione culturale dei paesi del Mediterraneo, un aiuto insperato quanto decisivo per il futuro della "rete" del Festival. Emozionati ricordi sintetizzati infine in una frase in portoghese: "Obrigado José Saramago". Facendo le veci del sindaco Simone Millozzi, assente giustificato («Lui e il presidente della Regione Rossi hanno, purtroppo, una situazione delicata da affrontare: 45 persone rimaste senza lavoro a causa dell'incendio che ha completamente distrutto un calzaturificio. In questo momento stanno studiando una soluzione. Il nostro pensiero va a anche a tutta questa gente in difficoltà»), il vicesindaco Massimiliano Sonetti ha ricordato l'importanza che il Festival Sete Sóis Sete Luas riveste nell'ambito delle iniziative che il Comune dedica alla cultura. «Con Marco, i naugureremo a breve un nuovo Centrum SSSL, in Francia, a Frontignan. Nonostante le difficoltà, la crisi, i tagli, continuiamo a difendere il valore della cultura. Perché, come ricordava un attimo fa Paolo Marconcini, i soldi spesi per la cultura sono un investimento sicuro».
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