Il Tirreno

Pontedera

Le previsioni di Gronchi

«Entro tre anni gli ordini a "più 300%"»

Luciano Gianfranceschi
Attilio Gronchi
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Attilio Gronchi

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 PONTE A EGOLA. «Il settore del lusso tira, e con esso la pelle. Soprattutto grazie all'export verso quei Paesi non più emergenti ma ricchi, come la Cina. Incrementi si registrano anche nel settore del calzaturiero e della pelletteria, ma soprattutto la manifattura sta tornando a casa anche qui da noi, nei distretti d'eccellenza, per l'alta specializzazione delle lavorazioni e per la minore competitività dell'estero che sta praticando importanti aumenti ai nostri operatori. Si prevedono incrementi nell'ordine del 300/400% per i fasionisti qui in Toscana, in un arco di tempo di 3-4 anni. Le firme, per non rimanere a terra, stanno tornando a comprare calzaturifici e pelletterie». L'ha detto il dott. Attilio Gronchi, presidente del Consorzio conciatori di Ponte a Egola, nella conviviale che precede le ferie, nel parco della sede. Presenti, oltre alle autorità, anche esponenti di Carismi, della Cassa di Lu-Pi-Li, e di Euler Hermes Siac, sponsor. Ma Gronchi, dopo aver illustrato le luci non ha nascosto le ombre: «Ciò ci fa intuire che i clienti sono sempre meno e sempre più grandi. Il loro potere contrattuale spesso ci schiaccia, riducendo se non azzerando la nostra marginalità. Il confronto si fa sempre più difficile, nel momento in cui l'aumento delle materie prime, e soprattutto del pellame grezzo ci mette in una situazione di costi fuori controllo che non riusciamo a riversare completamente sui clienti. Questa è la sfida più grande, per cui la corsa è verso la razionalizzazione dei costi più che verso progetti espansivi. E poi il contesto europeo ci fa paura con la sua burocrazia asfissiante che ci paralizza».

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