Il Tirreno

Pontedera

Poggio a Isola, residenti preoccupati: servono 160mila euro. Mercoledì un incontro anche con la ditta costruttrice

«Ci fanno pagare il conto della frana»

Giacomo Pelfer
La frana ha coinvolto anche il parcheggio dello stabile
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La frana ha coinvolto anche il parcheggio dello stabile

Lettera del Comune alle famiglie: o fate il muro di contenimento o dovrete sloggiare

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PONTE A ELSA. Non c'è pace per i residenti del complesso di Poggio a Isola. Ventuno famiglie, che da quasi 2 anni e mezzo devono fare i conti con una collina a rischio frana, e che adesso, incredibilmente, potrebbero dover pagare di tasca loro gli errori di altri. Un vicenda delicata, che si trascina dal 21 marzo 2009, quando si verificò la prima frana che arrivò ad invadere il parcheggio del condominio, realizzato pochi anni fa nel mezzo di un ex cava di argilla. Da allora niente è stato concretamente fatto per una definitiva messa in sicurezza dell'area. Addirittura, per alcune famiglie, vige ancora l'ordinanza dell'ex sindaco Frosini che decretava l'inagibilità dei garage e dei posti auto esterni. È in corso una sorta di braccio di ferro tra il Comune e la Gazzarrini Immobiliare, la società che ha realizzato gli appartamenti e che dovrebbe provvedere ai lavori di messa in sicurezza. Il risultato è una situazione di stallo, dovuta alle note difficoltà economiche della Gazzarrini. L'amministrazione ha deciso di rivolgersi direttamente ai residenti perché contribuiscano ai lavori. In caso contrario, la minaccia è di sgomberare l'intero complesso. E' quanto scrive in una lettera l'ufficio legale del Comune indirizzata alla famiglie: «Al fine di poter iniziare al più presto i lavori - si legge - restiamo in attesa dei condomini circa una loro compartecipazione finanziaria». I lavori consisterebbero nella realizzazione di un muro di contenimento, calcolato in circa 160mila euro, di cui 58mila messi dal Comune, cifra «corrispondente alla polizza fideiussoria escussa per l'inadempienza della ditta proprietaria nel realizzare le opere di urbanizzazione. La mancata realizzazione del muro - spiegano dal Comune - renderà necessaria un'ordinanza di sgombero di tutti gli edifici, per la tutela della pubblica incolumità, dato che il movimento della frana coinvolge tutto il versante». E' la minaccia che ha messo in allarme le famiglie. Sulla questione è stato convocato un incontro in municipio per mercoledì tra l'amministrazione, i residenti e la Gazzarrini. Il legale rappresentante della società, Alfredo Fanciullacci, parla di «ricatto ai condomini, che non hanno alcuna colpa. Noi - dice - non siamo nelle condizioni di risolvere la situazione, e certe scelte dell'amministrazione non ci aiutano. Lo spazio adiacente al complesso ha una destinazione turisco-ricettiva, che in quell'area non ha molto senso. Chiediamo di passare a una destinazione residenziale, che ci permetterebbe di ottenere prestiti bancari e realizzare intanto il muro. Viceversa credo che andremo verso il fallimento. E a quel punto il muro dovrà aspettare chissà quanti anni».

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