Il Tirreno

Pontedera

Chiesa pericolante fa da magazzino

Gianni Rosini

La rabbia degli abitanti che a S. Rocco celebravano la messa di metà agosto

2 MINUTI DI LETTURA





 SAN MINIATO. Tetto crollato in inverno, calcinacci che si staccano dalle pareti, buchi nell'intonaco, affreschi ormai caduti a pezzi. La situazione di degrado della piccola chiesa di San Rocco, in piazza Bonaparte, preoccupa gli abitanti della zona. che vedono morire un pezzo di storia del loro paese.  Ma soprattutto perché l'edificio, per le condizione nelle quali si trova adesso, costituisce un pericolo per l'incolumità delle persone e dei turisti che vi si avvicinano.  L'oratorio, di proprietà del Comune, è chiuso ormai da undici anni e, a causa della sua inagibilità, non ospita nemmeno più la tradizionale messa di San Rocco del 16 agosto, molto sentita dalla popolazione sanminiatese.  In passato, l'edificio era stato delimitato da transenne proprio per evitare che le persone potessero avvicinarvisi, ma adesso è tutto in stato d'abbandono, con il portone principale aperto.  Abitanti e commercianti della zona testimoniano l'avanzato stato di degrado dell'edificio.  «Sul tetto è nata tutta l'erba - racconta Roberto Bartoli, titolare dell'edicola di piazza Bonaparte vicino alla chiesa -, cadono piccoli pezzi di macerie e la struttura è diventata un nido per i piccioni». E rincara: «Non si può tenere un edificio in queste condizioni, se non si può mantenerlo tanto vale buttarlo giù, se ne guadagnerebbe in sicurezza».  L'ultimo episodio di cedimento c'è stato dopo la nevicata del 17 dicembre 2010, con il crollo del tetto della chiesa, schiacciato dal peso della neve.  «Un mese dopo - conclude Bartoli - sono venuti i tecnici a fare un'ispezione ed hanno svolto dei lavori di ricostruzione, ma le condizioni dell'edificio sono ancora precarie».  L'aspetto che maggiormente preoccupa, però, è il fatto che le porte della chiesa siano aperte, nonostante esista un reale pericolo per il distaccamento di pezzi di intonaco dalle pareti.  «Fino a due anni fa avevo le chiavi per entrare - racconta l'ex custode della chiesa - ma poi mi vennero tolte perché l'edificio era pericolante. Ora vedo che le porte sono aperte e l'anno scorso l'edificio (ancora consacrato, ndr) è stato usato come magazzino per l'attrezzatura della festa di San Rocco. Questo mi ha fatto arrabbiare moltissimo».  Oltre al pericolo per le persone, il degrado della chiesa causa anche dispiacere soprattutto in chi, nel 1967, anno della sua ricostruzione, ha contribuito a ridarle vita, come il pittore Gianfranco Giannoni. «Su idea di Dilvo Lotti - racconta l'artista -, noi giovani pittori della zona ci offrimmo per affrescare le pareti della chiesa. Sulla bellezza o meno delle rappresentazioni possiamo discutere, ma fatto sta che lì dentro era conservato un pezzo di storia sanminiatese che, adesso, è andato distrutto. L'umidità fa da padrona e molti affreschi sono ormai irrecuperabili», conclude con non poca amarezza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa