Il Tirreno

Pontedera

Stasera alle 21,30 al Centrum di viale Piaggio, domani concerto a Villa Malaspina

Sete Sóis Sete Luas, il primo omaggio è alla memoria del presidente Saramago

2 MINUTI DI LETTURA





 PONTEDERA. Com'è giusto che sia, il primo, importante tributo è alla memoria del grande Saramago, l'amico José, lo scrittore premio Nobel che al progetto della "cultura itinerante" proposto dal Festival Sete Sóis Sete Luas ha creduto fin dall'inizio, e fino all'ultimo.  L'utopia della fusione di sapori, ritmi, armonie e saperi del Mediterraneo non sarebbe stata quella che è oggi, senza l'aiuto dell'autore di "Memoriale del Convento", celebre romanzo da cui il Festival ha tratto il suo nome (Baltazar Sette Soli e Blimunda Sette Lune, sognatori gentili, sono tra i protagonisti della trama). Oggi il Festival ricambia ufficialmente, celebrando il ricordo di quegli slanci di generosa "partecipazione militante" arrivata anni fa, del tutto inaspettatamente. Ricambia con l'inaugurazione di una scultura-monumento e con un docu-film in anteprima nazionale. Nei giorni successivi, la ribalta sarà tutta per la caleidoscopica varietà espressiva che gli artisti della "rete" Sete Sóis Sete Luas portano da anni in giro per il mondo.  L'appuntamento è al Centrum Sete Sóis Sete Luas in viale Rinaldo Piaggio, nel cui cortile, alle 21.30, alla presenza del sindaco di Pontedera Simone Millozzi e di Marco Abbondanza, fondatore e direttore artistico del Festival, si presenta al pubblico la "Passarola", creatura volante in quanto visionaria, una specie di aeronave meccanica che Bartolomeu Louren ço de Gusm ão, inventore e gesuita portoghese, realizzò e sperimentò nel 1709, 74 anni prima degli altrettanto ardimentosi tentativi dei fratelli Montgolfier. Saramago, in "Memoriale del Convento", ha raccontato quella storia, amplificandone la portata metaforica, e trasformando la "Passarola" in un vessillo illuminista. «Il Festival - spiega Abbondanza - ha adottato la "Passarola" come suo simbolo, perché il suo carattere di libertà incarna le nostre sfide. Tutto questo non sarebbe possibile senza l'appoggio del Comune di Pontedera, che in tempi difficili come questi non rinuncia all'importante missione - illuminista anche questa - del sostegno alla cultura».  L'opera, realizzata dallo scultore andaluso César Molina, è interamente composta da materiali riciclati: «Un ulteriore valore simbolico - dice Paolo Marconcini, presidente della Geofor, che ha sponsorizzato il progetto - che inneggia alla possibilità di una seconda vita di ciò che sembrava non servire più». Alle 22, la proiezione in prima nazionale del docu-film "José e Pilar", opera del regista portoghese Miguel Mendes. A partire da domenica 17, giorno del concerto del gruppo multietnico "Esta" a Villa Malaspina (Montecastello), il programma degli spettacoli 2011, che proseguirà fino al 22 luglio (www.2011.7sois.org). A. L.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa