Il Tirreno

Pontedera

Premio all'impegno politico e civile dei vecchi socialisti

Andrea Lanini
A sinistra Athe Gracci, la scrittrice socialista, premiata dal Psi locale
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A sinistra Athe Gracci, la scrittrice socialista, premiata dal Psi locale

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 PONTEDERA. Avere un pugno di punti fermi e saldi a ogni costo, di tenaci convinzioni da seguire come una bussola: il credo nella missione di un partito, i valori, gli ideali. E difenderli a oltranza da tutto e da tutti, decennio dopo decennio, senza mai cambiare casacca, senza accondiscendere a soluzioni facilitatorie o compromissorie, senza mai abdicare. Non è la trama di un romanzo di fantapolitica. È ciò che, in merito all'impegno civile, le vecchie generazioni ci insegnano. È ciò che è capitato (e tuttora capita) anche qui, a Pontedera, grazie a gente come Armando Angeli, Pina Bracaloni, Athe Gracci, Enolo Enzo Biasci. Che per questo - per tutto quello che rappresentano e ci hanno insegnato - ieri hanno ricevuto un premio.  La cerimonia, organizzata dalla sezione pontederese del Partito Socialista Italiano, si è svolta nei locali del circolo "Fantozzi", in piazza della Concordia. C'era il sindaco di Pontedera Simone Millozzi. C'erano gli ex amministratori socialisti Giacomo Maccheroni e Carletto Monni. C'erano i rappresentanti del volto giovane del Psi pisano: il segretario provinciale Patrizia Marchetti, il segretario della sezione di Pontedera Andrea Bruni, il segretario di segretario di zona Pier Giorgio Cheli. E naturalmente c'erano loro, i quattro festeggiati, Armando e la moglie Pina, l'ingegner Enolo Enzo e la moglie Athe, professoressa. Emozionati, a tratti commossi, ma ancora entusiasti, ancora splendidamente "giovani", molto più giovani dei tanti giovani scilipoti la cui disgrazia è l'esser nati già vecchi, e irrimediabilmente passati, per quanto sempre drammaticamente attuali.  Alle due coppie - "formate da 4 "personaggi" della vita amministrativa e sociale di Pontedera", recitava l'invito - hanno dato dei diplomi, le cui motivazioni già dicono tutto: "Ad Armando Angeli, Pina Bracaloni, Athe Gracci ed Enolo Biasci, che in vari modi hanno avuto una vita all'insegna dell'impegno nel sociale, nell'attività amministrativa e lavorativa". E poi: "Ascoltare le storie delle loro esperienze sarà un momento per ripercorrere la nostra storia locale e riscoprire degli ideali di giustizia e di libertà". Sappiamo tutti quanto ce n'è bisogno.  Un pizzico di quelle storie. «Armando Angeli nasce a Pontedera il 23 marzo del 1918. Appena ventiduenne viene inviato sul fronte balcanico meridionale come dattilografo e telegrafista. Nel 1942, al tracollo del fronte, fu rimpatriato in Italia. Nella terza decade di quel mese, fu testimone diretto dei fatti mirabili e tremendi conseguenti al bombardamento delle forze Alleate su Roma e sul comando tedesco di stanza a Frascati. Ed e proprio tra le rovine di quella cittadina laziale che egli stesso subisce lo sbando del Regio Esercito conseguente all'8 settembre 1943. Sul finire del 1943, assieme a numerosi altri rifugiati dà vita ad una prima cellula di resistenza armata. Nella primavera del 1944, quel rudimentale gruppo di opposizione armata si tramuta nella Ia Brigata Garfagnina. Nel 1945, Armando Angeli, membro del Clnai, si iscrive al Partito Socialista e conosce Pina, la ragazza che diventerà sua moglie. Assieme manterranno intatto quell'ideale di bene e progresso sociale che li contraddistingue e li accompagna tuttora».

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